Nel 1975 erano in cinque: Piero Cassano, Aldo Stellita, Carlo Marrale, Giancarlo Golzi e Antonella Ruggiero. Oggi nessuno di loro fa parte della formazione in tournée. Due sono morti, gli altri hanno lasciato il gruppo. Eppure il nome Matia Bazar continua a girare per l’Italia, immutabile come un marchio che sembra avere trovato il modo di sopravvivere ai suoi stessi proprietari
Nel 1975 erano in cinque: Piero Cassano, Aldo Stellita, Carlo Marrale, Giancarlo Golzi e Antonella Ruggiero. Oggi sul palco c’è una formazione completamente diversa, capitanata da Fabio Perversi, entrato nel gruppo nel 1998. Due fondatori sono scomparsi, gli altri hanno preso strade diverse. Eppure, miracolosamente, sulla locandina continua a campeggiare lo stesso nome: Matia Bazar.
I CINQUE FONDATORI DI GENOVA
C’è qualcosa di quasi commovente, e contemporaneamente molto italiano, nella storia dei Matia Bazar. Il gruppo cambia praticamente tutto, ma non cambia nome. È come se una vecchia insegna di negozio fosse rimasta appesa per cinquant’anni, mentre nel frattempo sono cambiati proprietari, commessi, arredamento, prodotti e perfino il quartiere.
La formazione originaria nasce a Genova nel 1975. Sono Piero Cassano, Aldo Stellita, Carlo Marrale, Giancarlo Golzi e Antonella Ruggiero. Sono loro i cinque che costruiscono il primo grande Matia Bazar, quello di Solo tu, Per un’ora d’amore, Vacanze romane e poi Ti sento.
Poi comincia il fenomeno che accompagna tutta la storia della band: il cambio della formazione.
Cassano esce, rientra e poi esce di nuovo. Marrale se ne va. Ruggiero saluta nel 1989. Arrivano Laura Valente, Silvia Mezzanotte, Roberta Faccani, e poi ancora Silvia Mezzanotte. Passano Mauro Sabbione e Sergio Cossu alle tastiere. Cambiano musicisti, voci, arrangiamenti e stagioni musicali.
Nel frattempo arrivano anche i lutti. Aldo Stellita muore nel 1998. Giancarlo Golzi, il grande “capitano”, se ne va nel 2015. Golzi era stato l’unico dei cinque fondatori a non avere mai abbandonato il gruppo.
E qui accade qualcosa di straordinario.
DUE MORTI, TRE LONTANI DAL PALCO
Nel 2017 anche Piero Cassano, ultimo fondatore ancora dentro la band, decide di uscire. In quel momento, per la prima volta, dei cinque Matia Bazar originali non ne è rimasto nemmeno uno nella formazione.
Fine dei Matia Bazar?
Macché.
Il nome resta.
A portarlo avanti è Fabio Perversi, entrato nel gruppo nel 1998 e indicato dagli stessi protagonisti storici come una figura destinata a raccoglierne l’eredità. Dal 2017 è lui a guidare il nuovo corso.
L'INSEGNA CHE NON CAMBIA MAI
E oggi i Matia Bazar sono Fabio Perversi, Luna Dragonieri, Gino Zandonà, Silvio Melloni e Lallo Tanzi. Una formazione completamente diversa da quella del 1975.
È qui che la vicenda diventa quasi surreale.
Immaginate una squadra di calcio nella quale non ci sia più nessuno dei giocatori che vinsero il primo campionato, ma che continui a chiamarsi esattamente nello stesso modo. Oppure un ristorante nel quale siano cambiati tutti i cuochi, tutti i camerieri e persino il proprietario, ma sulla porta sia ancora scritto lo stesso nome.
I Matia Bazar sono diventati, nel tempo, più di una formazione: sono diventati un marchio.
Un marchio talmente resistente da sopravvivere agli stessi uomini e alle stesse donne che lo hanno creato.
E allora la locandina vista oggi per strada fa un certo effetto: cinque musicisti, il nome gigantesco MATIA BAZAR, e sotto la promessa di una serata con le canzoni che hanno attraversato mezzo secolo di musica italiana.
FABIO PERVERSI GUIDA IL NUOVO GRUPPO
È un po’ come dire: gli interpreti cambiano, ma la memoria non ha ancora chiesto il cambio di formazione.
Del resto, lo avevano già capito gli stessi Matia Bazar quando, nel 2022, il nuovo progetto veniva presentato come un vero e proprio “passaggio di testimone”: un modo per continuare una storia iniziata nel 1975. Un miracolo del marketing. Anzi: a questo punto viene da chiedersi se, prima o poi, non toccherà al nome stesso andare in tournée da solo.