FIORELLO, TANTO RUMORE PER NULLA: IL GRANDE RITORNO SU RAI1 ERA SOLO UNO SPOT

di Franco Bagnasco

Quindici minuti di varietà, una montagna di attesa e un topolino in prima serata. Il ritorno televisivo di Fiorello, annunciato per settimane, si è risolto in una promozione per la ripartenza de “La Pennicanza”. Più che un evento, un’operazione di lancio

Dopo settimane di promo, indiscrezioni e aspettative alimentate anche dai media, il tanto decantato ritorno di Fiorello su Rai1 si è rivelato poco più di un assaggio. “Tg1 edizione più che straordinaria”, in onda domenica 18 ottobre alle 20.30, è stato un breve divertissement di una quindicina di minuti, non certo il ritorno del varietà che molti aspettavano. La montagna ha partorito un topolino, e il sospetto è che il vero obiettivo fosse un altro: promuovere la ripartenza de “La Pennicanza”, il programma radiofonico che Fiorello torna a condurre con Fabrizio Biggio da lunedì 19 ottobre su Rai Radio2.

QUINDICI MINUTI DI PURO INTRATTENIMENTO

Certo, gli ingredienti non mancavano. Nello studio del Tg1, accanto a Biggio, sono entrati in gioco i giornalisti Giorgia Cardinaletti, Laura Chimenti, Emma D’Aquino e Alessio Zucchini, con incursioni a sorpresa di Annalisa, Gigi D’Alessio e TonyPitony. Monologhi, musica, balletti e qualche trovata nel consueto stile dello showman: materiale sufficiente per strappare un sorriso e divertire il pubblico più vicino al suo universo radiofonico. Ma da qui a parlare di un grande ritorno televisivo ce ne passa.

Il problema non è la durata in sé, né la legittima scelta di sperimentare un formato breve. È il divario tra le aspettative create e ciò che è stato effettivamente offerto. Il ritorno di Fiorello era stato presentato come un appuntamento speciale, quasi il preludio a una nuova stagione televisiva. Alla fine, Rai1 ha trasmesso soprattutto un promo travestito da varietà sui generis: un modo brillante per accompagnare il pubblico verso il programma radiofonico, ma insufficiente per una prima serata che porta con sé ben altre ambizioni.

Fiorello, del resto, continua a sembrare poco disposto a misurarsi davvero con un varietà televisivo strutturato, con tempi, responsabilità e soprattutto con il verdetto dell’Auditel. Il timore di sottoporsi fino in fondo al giudizio dei numeri, che da tempo accompagna le discussioni sul suo rapporto con la televisione, finisce così per diventare una chiave di lettura plausibile anche di questa operazione. Meglio una comparsata breve, protetta dalla sua eccezionalità, che un programma vero, chiamato a dimostrare sera dopo sera la propria tenuta.

GIORNALISTI E OSPITI A SORPRESA

A preparare il terreno aveva contribuito anche lo spot nel quale Fiorello clonava Brad Pitt, alimentando la curiosità sul suo rientro. I media hanno fatto il resto, trasformando una breve incursione in un evento atteso come una possibile svolta. Ma il risultato non ha mantenuto le promesse implicite di tanto clamore.

La sensazione finale è che Fiorello abbia preferito restare nella sua zona di comfort, tra improvvisazione, complicità e trovate che funzionano bene in radio e nei formati agili, senza assumersi l’impegno di un varietà televisivo come Dio comanda. “La Pennicanza” riparte, e la promozione ha raggiunto il suo scopo. Per chi aspettava il ritorno dello showman alla grande televisione, invece, resta una domanda: era davvero necessario tutto questo rumore per quindici minuti di spettacolo?

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