Un talk politico di mezz’ora, su La7, che ormai sempre più spesso arriva al 10% di share. Non lo fanno né la Rai né Mediaset. Dietro c’è una conduttrice che non cerca di piacere a tutti, e proprio per questo ha un pubblico che non la molla.
Spesso il 10% di share, dal lunedì al venerdì, per un programma di approfondimento politico è un risultato notevole. Se poi arriva su La7, una rete che non ha la potenza di fuoco di Rai1 o Canale 5, diventa un piccolo caso televisivo. Lilli Gruber lo ottiene ogni sera alle 20.35 con Otto e mezzo, e lo fa da quasi vent’anni.
UNA CARRIERA DA PIONIERA RAI
Chi è. Dietlinde Gruber nasce a Bolzano nel 1957 ed è altoatesina di madrelingua tedesca. In Rai fa la gavetta e poi la storia: nel 1987 diventa la prima donna a condurre il Tg1 in prima serata. In seguito è inviata sui fronti caldi, dalla caduta del Muro all’Iraq. Nel 2004 passa alla politica e viene eletta al Parlamento europeo con l’Ulivo. Nel 2008 lascia Strasburgo e approda a La7, dove prende in mano Otto e mezzo. Dal 2009 lo conduce da sola, senza più la formula della doppia conduzione.
Perché funziona. Le ragioni sono almeno cinque.
La prima è il traino. Otto e mezzo arriva subito dopo il Tg di Enrico Mentana, quindi prende un pubblico già sintonizzato sull’informazione e lo trattiene. È la staffetta più solida della rete. Lo dimostrano anche le scaramucce tra i due sugli sforamenti di orario, che hanno fatto più bene agli ascolti che male.
LA STAFFETTA CON MENTANA CHE FUNZIONA
La seconda è la durata. Mezz’ora secca, in un’epoca di talk che durano tre ore e si avvitano su se stessi. Si dice quello che c’è da dire e si va a cena.
La terza è l’alternativa. Mentre le ammiraglie puntano su giochi e intrattenimento in access, Otto e mezzo è l’unica scelta per chi a quell’ora vuole capire cosa succede. In una fascia affollata di pacchi e ruote, la concorrenza diretta quasi non esiste.
UN FORMAT BREVE MA EFFICACE
La quarta è lei, e il suo modo di stare in onda. Gruber non fa la vigile urbana tra ospiti che si urlano addosso. Conduce come un’ex inviata e un’ex volto del Tg1: domande secche, sopracciglio alzato, interruzioni chirurgiche. È un’autorevolezza che non si improvvisa.
La quinta è la più scomoda: non è neutrale, e non finge di esserlo. La sua linea è riconoscibile, anche nella scelta degli ospiti fissi. Chi la ama la guarda per ritrovarsi, chi la detesta la guarda per arrabbiarsi. In entrambi i casi, guarda.
Il risultato è un pubblico fedelissimo, adulto, istruito, concentrato soprattutto al Centro-Nord, che vive l’appuntamento quasi come un rito. Quando l’attualità si infiamma, con guerre, crisi di governo e elezioni, quel rito si allarga e lo share sale.
QUASI VENT'ANNI DI FEDELTÀ
Dopo quasi due decenni, Otto e mezzo non è più solo un programma. È il pilastro su cui La7 costruisce la sua prima serata.
📷 Lilli Gruber / Twitter