Andata in onda dall'11 marzo 1984 al 17 gennaio 2001, La piovra è una delle serie italiane con la storia di produzione più travagliata e politicamente contrastata della televisione pubblica: dieci miniserie, dieci anni di pressioni, regisstri cambiati e scelte narrative forzate dall'esterno. Ecco dieci cose che forse non sai su questa saga, secondo l'inflessibile Classifica Serie TV di ShowBlitz sui titoli più seguiti in Italia.
1. PRIMA STAGIONE, SVIZZERA
Le scene ambientate in montagna e sul lago della prima stagione non furono girate in Italia: la produzione si spostò a Horgen e sulle rive del Lago di Ginevra, in Svizzera. Gli episodi siciliani furono invece girati a Trapani.
2. ASCOLTI IN CRESCITA EPISODIO PER EPISODIO
Il successo della prima stagione fu progressivo e clamoroso: il primo episodio fu visto da 8 milioni di italiani, mentre il sesto raggiunse 15 milioni. Un'ascesa continua nel corso di un'unica stagione, non il classico exploit del debutto seguito dal calo.
3. MORRICONE PER CONVINCIMENTO
Ennio Morricone non era parte del progetto originale: per la seconda stagione lo sceneggiatore Ennio De Concini dovette essere persuaso dal produttore Sergio Silva a tornare, e solo allora Morricone accettò di comporre le musiche, subentrando a Riz Ortolani.
4. DAMIANI SI RIFIUTÒ DI TORNARE
Il regista della prima stagione, Damiano Damiani, ritenne che girare un seguito fosse un errore e abbandonò il progetto prima della seconda stagione. Fu sostituito da Florestano Vancini, che diresse solo quella stagione.
5. CATTANI UCCISO PER SCELTA DELL'ATTORE
La morte del commissario Corrado Cattani nella quarta stagione non fu una scelta narrativa originaria: Michele Placido decise di lasciare la serie dopo cinque anni perché non voleva più essere identificato con il personaggio. La sorte del commissario tenne l'Italia con il fiato sospeso settimane prima della messa in onda, tanto che La Repubblica dedicò più articoli nell'arco di una sola giornata. Dopo l'ultima puntata circolò la voce che la Rai avesse girato un finale alternativo e più positivo.
6. RECORD ASSOLUTO NELLA QUARTA STAGIONE
La quarta stagione fu la più vista di tutta la saga: raggiunse una media di oltre 14 milioni di spettatori e il finale toccò un picco di 17,2 milioni, il massimo assoluto dell'intera serie.
7. PRESSIONI POLITICHE E STAGIONI-PREQUEL FORZATE
Le stagioni otto e nove, ambientate negli anni cinquanta e sessanta invece che nel presente, non nacquero da una scelta creativa: furono il risultato diretto di pressioni politiche che spinsero la produzione ad abbandonare la narrazione contemporanea sulla mafia. Il produttore Sergio Silva ammise poi una vera e propria «crisi creativa» prima della decima stagione.
8. BERLUSCONI ATTACCÒ LA SERIE NEL 1994
Nel 1994 il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accusò pubblicamente La piovra di offrire un'immagine negativa dell'Italia all'estero. La serie continuava ad avere grande successo di pubblico e critica anche internazionale nonostante le polemiche politiche che l'avevano accompagnata sin dalla quinta stagione.
9. FALCONE LA GIUDICÒ IRREALISTICA
Giovanni Falcone commentò la serie con la frase «è un bel film ma la realtà è un'altra cosa», sottolineando che la rappresentazione di Cosa Nostra non corrispondeva alla complessità del fenomeno reale. La dichiarazione non impedì alla serie di diventare uno strumento di sensibilizzazione popolare sulla mafia come sistema di potere politico e finanziario.
10. RAOUL BOVA, STESSO ATTORE DUE EPOCHE DIVERSE
Nella settima stagione Raoul Bova interpretò il giovane vicecommissario Gianni Breda. Nella ottava stagione, ambientata quarant'anni prima nella cronologia interna della serie, tornò a interpretare il carabiniere Carlo Arcuti: lo stesso attore per due personaggi diversi in due epoche opposte della stessa saga.
IDENTIKIT — «LA PIOVRA»
- Anno di uscita: 1984-2001
- Genere: serie televisiva gialla, dramma televisivo
- Ideata da: Sergio Silva
- Cast principale: Michele Placido