10 FICTION RAI CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA TELEVISIONE

di Viviana Viviani

Un tempo si chiamavano sceneggiati, e ci hanno lavorato i più grandi attori italiani: da Alberto Lupo a Gastone Moschin; da Gino Cervi (uno straordinario Maigret) a Kabir Bedi, che si calò nei panni di Sandokan. Altro che Can Yaman.

Prima delle piattaforme, prima del binge watching, c’erano loro: gli sceneggiati del Programma Nazionale. La domenica sera le strade si svuotavano e milioni di italiani si ritrovavano davanti alla televisione, rapiti da storie che sono diventate leggenda.

Misteri, grandi romanzi, avventure esotiche e delitti impossibili: ecco 10 sceneggiati indimenticabili, in ordine di messa in onda, con qualche retroscena che forse non conoscete.

1. Il mulino del Po (1963)

Il grande romanzo di Riccardo Bacchelli diventa uno sceneggiato di successo con Raf Vallone e Gastone Moschin. Cinque puntate che raccontano un mondo contadino attraversato da passioni, lotte e cambiamenti. A rendere tutto ancora più autentico, un vero mulino galleggiante utilizzato per le riprese. Il pubblico lo amò a tal punto che nel 1971 arrivò un seguito.

2. La cittadella (1964)

Alberto Lupo è il dottor Andrew Manson, giovane medico alle prese con le difficoltà della professione in un villaggio minerario del Galles. Ma per ricreare quell’atmosfera britannica non servì attraversare la Manica: molte scene furono girate nelle miniere di Gavorrano, in Toscana. Nel cast, anche una giovanissima Loretta Goggi.

3. Le inchieste del commissario Maigret (1964-1972)

Cappello, pipa e aria sorniona: Gino Cervi diventa il commissario Maigret per eccellenza. A dirigerlo fu Mario Landi, scelto su impulso del delegato di produzione Andrea Camilleri. Il risultato? Un personaggio così convincente che Georges Simenon arrivò a riconoscere in Cervi il suo Maigret ideale. E la sigla della seconda serie? Firmata da Luigi Tenco.

4. Il conte di Montecristo (1966)

Tradimenti, vendetta e identità segrete: il capolavoro di Alexandre Dumas conquista il pubblico con otto puntate dirette da Edmo Fenoglio. Nei panni di Edmond Dantès c’è Andrea Giordana, allora giovanissimo. Dieci anni dopo lo ritroveremo in un’altra avventura destinata a entrare nella storia della TV: Sandokan.

5. I promessi sposi (1967)

Renzo, Lucia, don Abbondio e l’Innominato tornano in televisione grazie a Sandro Bolchi. La particolarità? I dialoghi restano fedelissimi al romanzo di Manzoni, quasi parola per parola. Nino Castelnuovo e Paola Pitagora, fino ad allora poco conosciuti dal grande pubblico, diventano i volti indimenticabili dei due promessi. Una lezione di letteratura trasformata in un grande evento televisivo.

6. Il segno del comando (1971)

Una Roma notturna, enigmatica, popolata di fantasmi, sedute spiritiche e segreti massonici. Con Ugo Pagliai protagonista, questo thriller conquista milioni di spettatori e diventa un cult della televisione italiana. Persino il finale venne modificato per renderlo più suggestivo.

La cosa più curiosa è che nell’autunno del 1971, sull’onda del successo dello sceneggiato, Ugo Pagliai tornò in televisione come protagonista di una serie di Carosello per il detersivo Nuovo All. La pubblicità riprendeva le atmosfere misteriose de Il segno del comando e persino la celebre sigla Cento campane: un caso curioso in cui il fascino di un thriller gotico veniva messo al servizio di un detersivo per il bucato!

7. Le avventure di Pinocchio (1972)

Luigi Comencini porta sullo schermo il burattino più famoso d’Italia, con Nino Manfredi nei panni di Geppetto, Gina Lollobrigida come Fata Turchina e Franco e Ciccio nei ruoli del Gatto e della Volpe. Un cast stellare per una storia senza tempo.

Eppure, dietro la magia, non mancarono le polemiche: Carlo Rambaldi fece causa alla Rai, sostenendo che alcune sue idee per il burattino fossero state utilizzate senza riconoscergli il dovuto merito.

8. L’amaro caso della baronessa di Carini (1975)

Un delitto, una leggenda siciliana e un mistero che attraversa i secoli. Daniele D’Anza dirige Ugo Pagliai in uno sceneggiato dal fascino oscuro, accompagnato dalla celebre ballata cantata in siciliano da Gigi Proietti.

C’è però un dettaglio curioso: fu girato a colori, ma trasmesso inizialmente in bianco e nero. Il pubblico dovette aspettare le repliche del 1977 per vederlo nella versione a colori.

9. Sandokan (1976)

La Tigre della Malesia scatena una vera febbre nazionale: Kabir Bedi diventa una star e milioni di italiani si appassionano alle sue avventure.

E pensare che l’attore dovette pagarsi il viaggio a Roma per il provino, era sovrappeso e non sapeva nuotare! Anche la sigla degli Oliver Onions rischiò di non vedere la luce: la Rai non la voleva. Poi arrivò il successo travolgente, tanto che molti bambini vennero chiamati Sandokan.

10. Dov’è Anna? (1976)

Un giallo familiare che tiene l’Italia con il fiato sospeso. La scomparsa di Anna diventa un’ossessione collettiva, con ascolti da capogiro e un finale seguito da circa 28 milioni di spettatori.

Ma c’è un mistero anche dietro le quinte: le puntate previste erano otto, quelle trasmesse soltanto sette. La Rai parlò di ragioni economiche; anni dopo, lo sceneggiatore Biagio Proietti ipotizzò invece una censura legata al tema della prostituzione.

Se volete fare un tuffo nella grande televisione italiana, su RaiPlay potete ritrovare Il segno del comando, L’amaro caso della baronessa di Carini, Sandokan e Dov’è Anna?

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