Esce «Protegga il cielo», singolo che anticipa l’album «Pepita e la rivoluzione», con archi di Paolo Buonvino
Dal 30 ottobre è disponibile in digitale «Protegga il cielo», il nuovo singolo di Luca Barbarossa che anticipa l’album «Pepita e la rivoluzione», di cui dalla stessa data è aperto il pre-order.
GESTI QUOTIDIANI CONTRO IL BARATRO
Il brano prende le mosse da un’immagine concreta e quotidiana: due ragazzi che piantano un albero sul marciapiede di un quartiere. «Da qui altri gesti silenziosi quanto indispensabili ci preservano dal baratro in cui l’umanità sembra sprofondare ciclicamente», spiega Barbarossa, che nel testo ringrazia «chi scende in piazza per protestare e chi ricorda quando non si poteva fare». Il cantautore romano descrive il brano come un omaggio a chi «con coraggio si espone alle difficoltà che incontra chi nuota contro corrente».
Sul piano sonoro, «Protegga il cielo» si muove nel solco delle ballad dei songwriter americani degli anni Sessanta e Settanta, con un innesto mediterraneo affidato agli archi scritti e diretti da Paolo Buonvino. Il brano è prodotto da Maurizio Mariani e Francesco Valente insieme all’autore. Alla strumentazione contribuiscono Daniel Mastrovito al pianoforte, Pierpaolo Ranieri al contrabbasso, Puccio Panettieri alla batteria, Francesco Valente alla chitarra e Jose Ramon Caraballo Armas alle percussioni. La sezione archi è composta da Prisca Amori al violino, Antonio Bossone alla viola e Kyung-Mi Lee al violoncello. I cori sono di Chiara Calderale, Frances Alina Ascione e Maurizio Mariani.
ARCHI MEDITERRANEI DI PAOLO BUONVINO
Barbarossa è attivo sulla scena musicale italiana da oltre quarant’anni. Dopo la vittoria al Festival delle Voci Nuove di Castrocaro nel 1980, debuttò a Sanremo nel 1981 con «Roma spogliata», conquistando il primo posto al Festival nel 1992 con «Portami a ballare». Negli anni ha pubblicato album come «Non tutti gli uomini», «Al di là del muro» e «Cuore d’acciaio», ed è diventato conduttore di «Radio2 Social Club» dal 2010. Nel 2018 ha pubblicato «Roma è de tutti», in romanesco, mentre nel 2021 è uscito per Mondadori il romanzo autobiografico «Non perderti niente». Nel 2023 ha dato alle stampe «La verità sull’amore», progetto nato dallo spettacolo con Stefano Massini, e nel 2024 «Cento storie per cento canzoni» per La nave di Teseo, da cui è derivato uno spettacolo teatrale. Nello stesso anno ha partecipato al film «Diamanti» di Ferzan Ozpetek. Nel 2026 ha preso parte alle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica Italiana al Quirinale.
«Pepita e la rivoluzione» è stato registrato interamente in analogico.
Buonvino, analogico e mercato colto-pop
«Portami a ballare», con cui Barbarossa vinse Sanremo 1992, rimase in classifica per oltre venti settimane e superò le 500.000 copie vendute in Italia, traguardo raro per un brano di quell’edizione. La collaborazione con Paolo Buonvino non è casuale: il compositore romano, noto per le colonne sonore di «L’amica geniale» e «Medici», è oggi uno degli arrangiatori per archi più richiesti nel mercato discografico italiano, capace di spostare il posizionamento commerciale di un singolo verso il pubblico delle piattaforme di streaming colto-pop. La scelta del recording in analogico integrale richiama una tendenza consolidata tra i cantautori della generazione Barbarossa — Vecchioni e De Gregori hanno percorso la stessa strada nell’ultimo decennio — come risposta alla compressione dinamica del digitale. Da segnalare che «Radio2 Social Club», di cui Barbarossa è conduttore dal 2010, raggiunge stabilmente circa 800.000 ascoltatori medi giornalieri secondo i dati Ter, rendendolo uno dei programmi di punta della rete.
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