MENTANA UFFICIALIZZA (A MODO SUO) L’ADDIO A DICEMBRE AL TGLA7

L’annuncio è arrivato durante una cerimonia di provincia, con una battuta sulle vacanze di Natale a fare da sipario

Non è stato un addio in diretta, non ci sono state lacrime né standing ovation dallo studio di Roma. Enrico Mentana ha scelto la cerimonia del premio giornalistico Franco Marchiaro, ad Alessandria, per comunicare quello che il settore attendeva da tempo: il 23 dicembre sarà l’ultima sera alla guida del Tg delle 20 su La7. Il contratto scade il giorno seguente, e alla domanda su cosa accadrà dopo, il direttore ha risposto con la sua tipica ironia disarmante: «Farò le vacanze di Natale». Una battuta che vale quanto un comunicato ufficiale.

Sedici anni di conduzione lasciano un segno difficile da cancellare. Mentana non si è limitato a presentare un notiziario: ha ridisegnato il formato stesso del telegiornale serale, trasformando l’edizione delle 20 in un appuntamento capace di erodere quote di ascolto ai concorrenti generalisti. Le maratone elettorali, diventate un genere televisivo a sé stante, sono il simbolo più riconoscibile di questa stagione. Nessun altro direttore di rete ha costruito attorno a sé una narrazione così personale e così identificabile con la testata che dirigeva.

SEDICI ANNI DI MARATONE ELETTORALI

Per la rete di Urbano Cairo, l’avvicendamento alla direzione del telegiornale non è una questione meramente redazionale. L’intera architettura del prime time di La7 è stata costruita intorno al Tg delle 20, che funge da perno su cui ruota l’offerta di approfondimento politico del canale. Perdere Mentana significa rinegoziare un’identità editoriale costruita nel corso di un decennio e mezzo.

Sul fronte dei successori, il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Antonio Di Bella, giornalista con una lunga carriera istituzionale alle spalle. Non si escludono tuttavia candidature interne alla redazione, con Sardoni e Celata indicati come possibili alternative. Per quanto riguarda il futuro di Mentana, l’ipotesi più discussa nel settore riguarda un progetto editoriale tutto nuovo, legato al gruppo Gedi, che potrebbe puntare su una rete all news affidata interamente alla sua supervisione.

Sedici anni, un’era televisiva

Mentana è arrivato alla direzione del Tg La7 nel 2010, traghettando la testata da un prodotto di nicchia a un appuntamento capace di toccare punte del 7-8% di share nelle serate elettorali più seguite, con picchi che in alcune maratone hanno superato il milione e mezzo di spettatori contemporanei. Prima di lui, la direzione era affidata a Enrico Vaime e poi a Antonello Piroso, che lasciò nel 2010 proprio per fare spazio al suo arrivo: un turnover che all’epoca sembrò rischioso e si rivelò invece la mossa più azzeccata della storia recente del canale. Il mercato televisivo italiano nel segmento news è storicamente dominato da TG1 e TG5, ma la firma di Mentana ha permesso a La7 di ricavarsi uno spazio autonomo (molto credibile) non basato sulla quantità di risorse bensì sulla riconoscibilità del direttore, un modello raro nel panorama europeo. La prospettiva di un canale all news targato Gedi — editore di «Repubblica» e «La Stampa» — sarebbe una sfida diretta a Sky TG24 e RaiNews24, due realtà che nel 2025 hanno registrato share medi rispettivamente attorno all’1,2% e all’1,5%: numeri che un brand come Mentana potrebbe teoricamente raddoppiare già nel primo anno. Tornare al Tg5 di Mediaset, che lui stesso aveva fondato, sarebbe invece chiudere iidelmente l cerchio.

— Showblitz

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