Per decenni gli studios hanno trattato costumi e oggetti di scena come spazzatura da smaltire. Poi il mercato ha scoperto che quella spazzatura era reliquia. Oggi un pallone, un pianoforte e un paio di scarpe valgono quanto una villa, e a sei zeri non paghiamo l’oggetto: paghiamo la prova che la magia è esistita davvero.
Per quasi mezzo secolo Hollywood ha trattato la propria memoria come immondizia. Nel 1970, quando la MGM svuotò i magazzini, costumi e oggetti di scena dei suoi capolavori finirono venduti a prezzi da svendita: nessuno pensava valessero qualcosa. Fu un’attrice, Debbie Reynolds, a comprarne a man bassa quasi da sola, convinta che un giorno sarebbero diventati storia. Ci aveva visto giusto. Oggi quegli stessi scarti sono le reliquie più contese del pianeta, e la stagione delle aste non si ferma mai: solo nell’agosto 2026 una tornata losangelina ha messo sul banco cimeli per circa dieci milioni di dollari. Ecco sette oggetti che, da soli, varrebbero pochi euro, e che il cinema ha trasformato in oro.
LA SVOLTA DI DEBBIE REYNOLDS
Le scarpette rosse di Dorothy. La storia più incredibile è quella delle scarpette del Mago di Oz. Comprate per poche migliaia di dollari nel 1970, finirono dimenticate in un magazzino; nel 2005 furono rubate da un museo del Minnesota e sparirono per tredici anni, finché l’FBI non le recuperò nel 2018 con un’operazione sotto copertura. Nel dicembre 2024 sono state battute per 28 milioni di dollari: il cimelio cinematografico più caro mai venduto all’asta. Un paio di scarpe da ballo ricoperte di lustrini.
Il pallone da pallavolo di Cast Away. L’unico “co-protagonista” del Tom Hanks naufrago era Wilson, un comune pallone da pallavolo con una faccia disegnata sopra con un’impronta di sangue. Nel 2021 è stato venduto per 308 mila dollari. Un articolo da negozio di sport, più caro di un appartamento.
LE SCARPETTE RUBATE DALL'FBI
Il falcone maltese. La statuetta nera del Mistero del falco (1941) è un uccello di piombo, pesante e cupo. Nel 2013, da Bonhams a New York, è stata battuta per quasi 4 milioni di dollari. Nel film era il simbolo di un’ossessione che alla fine non valeva niente; nella realtà vale una fortuna.
Il pianoforte di Casablanca. Il pianoforte verticale su cui Sam suona “As Time Goes By” è stato venduto nel 2014 per 3,4 milioni di dollari. Uno strumento modesto, da balera di provincia, pagato come un’opera d’arte.
Il vestito di Marilyn. L’abito nudo e scintillante con cui Marilyn Monroe cantò “Happy Birthday, Mr. President” a John Kennedy nel 1962 è stato aggiudicato nel 2016 per 4,8 milioni di dollari. Qualche metro di tessuto color carne cucito addosso a una leggenda.
IL MERCATO DELLE RELIQUIE CINEMATOGRAFICHE
Il costume del Leone Codardo. La pelliccia indossata nel Mago di Oz è stata venduta nel 2014 per circa 3 milioni di dollari. Un costume peloso, goffo, ingombrante, che oggi vale come un attico in centro.
I denti di Michael Jackson. Per restare al 2026: tra i pezzi passati all’asta quest’estate c’erano i denti finti da licantropo indossati da Michael Jackson nel video di Thriller, stimati decine di migliaia di dollari. Una dentiera di gomma.
UN PALLONE DA MILIONI DI DOLLARI
E l’Italia? L’Italia la sua memoria non la rivende: la perde. L’ufficio che Federico Fellini aveva a Cinecittà — la sua sedia, il cappello, la sciarpa, gli occhiali, perfino un copricapo della Dolce Vita e i ciak del Casanova e del Satyricon — è stato impacchettato e spedito in un container fino a Toronto, dove oggi riposa in un deposito del Canada. Hollywood ha fatto diventare oro la propria spazzatura; noi non siamo riusciti a tenerci nemmeno il tesoro.
Il punto è che nessuno di questi oggetti vale, in sé, più di pochi spiccioli. Un pallone, una dentiera, una statuetta di piombo, un paio di scarpe. Quello che paghiamo a sei zeri non è l’oggetto: è la prova che una storia che ci ha fatto sognare è esistita davvero, che la si poteva toccare. È l’ultimo tipo di reliquia rimasto a un’epoca che non crede quasi più a niente. E come tutte le reliquie, vale esattamente quanto la fede di chi la compra.