Il cachet reale dell’attrice è già comprensivo di spese e agenzia: la cifra circolata era gonfiata del 40%
Ventisette mila euro a puntata, tutto compreso. È questo, secondo Gennaro Marco Duello di Fanpage, che si dice certo del dato, il compenso effettivo riconosciuto a Ornella Muti per ogni sabato trascorso sulla pista di «Ballando con le stelle», dove balla in coppia con Pasquale La Rocca. Una cifra che ridimensiona in modo netto quanto circolato nelle ultime ore, quando la newsletter di Selvaggia Lucarelli aveva accreditato un ingaggio di 40mila euro a serata, presentandolo come un record assoluto nella storia del programma condotto da Milly Carlucci.
La differenza tra le due versioni non riguarda solo i numeri ma la loro composizione. Nei 27mila euro attribuiti all’attrice rientra già tutto: le spese vive sostenute per la partecipazione e la quota spettante all’agenzia che gestisce i suoi interessi. Non esiste una voce separata per lo staff, né un rimborso aggiuntivo che si somma al lordo contrattuale. Quanto al trucco e al parrucco, vengono garantiti dalle maestranze Rai esattamente come per tutti gli altri concorrenti. Il netto che resta effettivamente in tasca a Ornella Muti, una volta saldate le commissioni di agenzia e le spese, si colloca quindi ben al di sotto della cifra lorda. Il divario tra i due calcoli ammonta a circa 17mila euro a puntata, quasi il 40% in meno rispetto alla somma messa in circolazione.
COSA INCLUDONO I 27MILA EURO
Lucarelli aveva scritto: «Nessun altro pagato così tanto», configurando l’ingaggio di Muti come un primato recente. Un record che, stando ai numeri verificati, semplicemente non regge. Non è la prima volta che i compensi dei concorrenti di «Ballando» diventano terreno di scontro. L’anno scorso, quando Barbara D’Urso scese in pista affiancata proprio da La Rocca, si parlò di un cachet da capogiro e di richieste speciali accontentate una dopo l’altra pur di assicurarsi la sua presenza. La conduttrice respinse quella ricostruzione, e ha ripetuto la smentita anche nel 2026, stavolta da giurata, sostenendo di aver accettato la prima proposta della Rai senza alcuna trattativa.
Va ricordato che Lucarelli quest’anno osserva il programma dalla stessa prospettiva del pubblico da casa: per la prima volta dopo diverse edizioni non siede al tavolo della giuria. Una posizione che garantisce piena libertà di commento, ma che allontana inevitabilmente dalle fonti dirette. I numeri osservati dall’esterno, come dimostra questo caso, hanno la tendenza a lievitare.
Cachet gonfiati, una polpetta avvelenata?
Nel sistema dei cachet televisivi italiani, 27mila euro lordi a puntata per un concorrente vip di «Ballando con le stelle» è una cifra alta ma non fuori scala: nel 2018 Heather Parisi percepì un compenso stimato attorno ai 25mila euro a serata, e anche in quell’occasione le cifre rimbalzate sulla stampa erano gonfiate rispetto al contratto reale. La prassi dei compensi onnicomprensivi — dove agenzia, spese e fee dell’artista viaggiano in un’unica voce — è consolidata nella tv generalista italiana e serve proprio a evitare confronti diretti tra artisti: il cachet lordo dichiarato in pubblico dice poco senza sapere cosa nasconde. Lucarelli, che dal 2014 al 2024 ha seduto in giuria per dieci edizioni consecutive, aveva accesso diretto alle dinamiche produttive del programma; ora che ne è fuori, quella catena informativa forse si è interrotta. Che si tratti della classica polpetta avvelenata per farle scrivere qualcosa di inesatto? Significativo che la smentita arrivi a poche settimane dall’inizio della stagione, quando il programma di Carlucci macina ancora ascolti sopra i 3,5 milioni di spettatori medi: a quei numeri, ogni polemica sui compensi si trasforma in pubblicità gratuita per il sabato sera di Rai 1.
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