Il dibattito sulla musica generata dall’intelligenza artificiale arriva anche nel mondo dei big italiani. E ci arriva con un post al vetriolo: quello di Luca Jurman, vocal coach noto per la sua severità — soprattutto durante gli anni in cui lavorò ad Amici di Maria De Filippi — che su Facebook ha puntato il dito contro Claudio Cecchetto.
Il motivo? La scelta di Cecchetto di dare spazio, sulla sua Radio Cecchetto, a brani creati con l’AI. Una decisione che Jurman considera un tradimento della musica “vera”.
Il post di Jurman: un attacco diretto
Jurman non usa mezzi termini. Il suo messaggio è un crescendo di delusione e accusa:
«Aiaiai CECCHETTO… invece di aiutare gli artisti veri in ombra che combini?? Proprio tu?»
E poi affonda:
«Invece di promuovere vera arte ora per far crescere la tua radio dai spazio al surrogato fatto da chi manco ha voglia di studiare e creare futuro vero?»
Jurman contesta apertamente la giustificazione del “dare spazio”:
«Non usare ti prego la scusa di ‘dare spazio’… di’ piuttosto che non sai più cosa fare per cercare di farla funzionare e ti vuoi prendere la fetta di un mercato fasullo.»
E chiude con una stilettata:
«Uno come te dovrebbe dare spazio agli artisti veri… che studiano, scrivono e compongono con le loro abilità e sacrifici. Che tristezza.»
Chi è Jurman e perché la sua voce pesa
Luca Jurman non è un commentatore qualsiasi:
è un vocal coach di lungo corso,
ha lavorato con artisti italiani e internazionali,
è stato uno dei docenti più discussi di Amici tra il 2007 e il 2010, noto per il suo approccio rigoroso e per la difesa della “musica fatta bene”.
Negli ultimi anni è diventato una figura molto attiva sui social, dove spesso critica l’industria musicale contemporanea, soprattutto quando percepisce scorciatoie, superficialità o “prodotti” che non rispettano la tradizione dello studio musicale.
Cecchetto e l’AI: perché la scelta fa discutere
Claudio Cecchetto, storico talent scout (Jovanotti, 883, Sabrina Salerno, Fiorello, Taffy, Sandy Marton), oggi guida Radio Cecchetto, un progetto personale che punta a sperimentare linguaggi e format e che forse cerca maggiore visibilità. Negli ultimi tempi la radio ha iniziato a trasmettere brani creati con l’intelligenza artificiale: cover, mash‑up, brani originali generati da modelli vocali.
Una scelta che Cecchetto ha difeso come “curiosità” e “spazio alla creatività tecnologica”, ma che molti musicisti vedono come una minaccia alla professione.