10 COSE CHE FORSE NON SAI SU BRUNO VESPA, «LA TERZA CAMERA DEL PARLAMENTO»

Bruno Vespa è nato a L’Aquila il 27 maggio 1944 ed è uno dei volti più riconoscibili del giornalismo televisivo italiano, ancora al centro del dibattito pubblico per essersi presentato in tv fasciato e tumefatto dopo un grave incidente domestico a intervistare la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ecco dieci cose che forse non sai su di lui, come registrano in modo implacabile le classifiche di ShowBlitz sui trend di ricerca del pubblico.

1. A 16 ANNI SUI GIORNALI

A sedici anni Vespa scriveva articoli sportivi per la sede aquilana del quotidiano Il Tempo. A diciotto, nel 1962, era già cronista radiofonico alla Rai: una carriera iniziata prima ancora di conseguire la maturità.

2. LAUREA CON TESI SUL CRONISTA

Nel 1968 si laureò in giurisprudenza alla Sapienza di Roma con una tesi specificamente dedicata al diritto di cronaca, quasi un manifesto teorico della professione che stava già esercitando da anni. Nello stesso anno vinse il primo posto in un concorso nazionale per radiotelecronisti.

3. L’ERRORE SU VALPREDA IN DIRETTA

Nel 1969, durante una diretta, annunciò che Pietro Valpreda sarebbe stato il colpevole — anziché l’accusato — della strage di piazza Fontana. Si trattò di un errore grave, del quale Vespa si è poi pentito e scusato pubblicamente nel corso degli anni.

4. INTERVISTÒ WOJTYŁA UN ANNO PRIMA

Nel 1977 intervistò il cardinale Karol Wojtyła, arcivescovo di Cracovia. L’anno successivo Wojtyła sarebbe diventato papa Giovanni Paolo II. Nel 1998, durante una puntata di Porta a Porta dedicata al ventennale del pontificato, fu lo stesso papa a telefonare in diretta per ricordare quell’incontro.

5. LA BOMBA DI BOLOGNA

La sera del 2 agosto 1980, Vespa fu il primo giornalista a comunicare in diretta che la strage alla stazione di Bologna non era un incidente, come riportato dalle prime edizioni dei giornali, ma un attentato con una bomba: in trasmissione mostrò per primo il cratere dell’esplosione.

6. SADDAM NONOSTANTE IL GOVERNO

Durante la crisi Iraq-ONU tra agosto 1990 e gennaio 1991, Vespa fu l’unico giornalista italiano a intervistare Saddam Hussein, portando a termine il colloquio nonostante il parere ufficialmente contrario del governo italiano.

7. «LA TERZA CAMERA DEL PARLAMENTO»

La definizione più celebre di Porta a Porta non viene da un critico televisivo ma dall’ex presidente del Consiglio e senatore a vita Giulio Andreotti, che la chiamò ironicamente «la terza camera del parlamento italiano». Nella stessa trasmissione, l’8 maggio 2001, Silvio Berlusconi firmò davanti alle telecamere il suo «contratto con gli italiani».

8. INTERCETTATO MENTRE CONFEZIONAVA LA PUNTATA

Nel 2005 una sua conversazione telefonica intercettata dalla procura finì sui giornali: Vespa discuteva con Salvatore Sottile, portavoce del ministro Gianfranco Fini, della scelta del contraddittore per una puntata di Porta a Porta, con la frase «la puntata gliela confezioniamo addosso». Il presidente della commissione di vigilanza Rai Claudio Petruccioli definì il metodo «giornalisticamente miserevo­le».

9. L’AUMENTO DI STIPENDIO E LE BORSE DI STUDIO

Nel 2009 la richiesta di un aumento del 33% del suo contratto Rai — da 1,2 a 1,6 milioni di euro — fece scalpore. Vespa propose pubblicamente di rinunciare a 150.000 euro l’anno del nuovo accordo per finanziare dieci borse di studio annuali da 15.000 euro ciascuna, invitando colleghi come Santoro, Fazio e Dandini a fare lo stesso per arrivare a venti borse.

10. VILLA SEQUESTRATA A PONZA

Nel giugno 2013 Vespa fu indagato per abuso edilizio e violazione dei vincoli paesaggistici per modifiche apportate a una grotta ipogea nella sua villa di Ponza: l’immobile fu sottoposto a sequestro. Nell’aprile 2015 patteggiò una condanna a 10 giorni di reclusione, poi commutati in multa, per un totale di 16.500 euro.

IDENTIKIT — BRUNO VESPA

  • Data di nascita: 27 maggio 1944
  • Luogo di nascita: L’Aquila
  • Segno zodiacale: Gemelli
  • Nazionalità: Italia

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