di Marisa Mulazzi
Marisa Mulazzi ha visto per noi il soundcheck del concerto in Romagna del Blasco
Non è stato soltanto un soundcheck. Quello andato in scena a Rimini è stato il primo capitolo di un’estate che promette di lasciare il segno. Un concerto capace di cambiare pelle continuamente, passando dall’adrenalina pura alla commozione, dalla festa alla riflessione, senza mai perdere la sua anima.
Sotto il sole di Rimini migliaia di persone hanno atteso per ore l’arrivo di Vasco Rossi. Famiglie, giovani, amici di una vita, fan arrivati da ogni parte d’Italia. Un popolo che ogni anno si ritrova nello stesso luogo per vivere qualcosa che va oltre un semplice concerto.
BRANI FUORI SCALETTA DA 41 ANNI
Fin dalle prime note si è capito che sarebbe stata una serata speciale. L’apertura con “Vado al massimo” ha immediatamente acceso lo stadio, mentre una delle sorprese più grandi è arrivata con “Una nuova canzone per lei”, riproposta da Vasco dopo ben 41 anni di assenza dalle scalette. Un ritorno inaspettato, accolto con emozione e stupore dai fan storici, quasi un regalo a chi continua a seguirlo da una vita.
Tra i momenti più significativi della serata anche il ritorno di “Per quello che ho da fare (faccio il militare)”, brano che mancava dai live dal tour dei palazzetti del 2010. Una scelta che ha sorpreso molti presenti e che conferma la volontà di Vasco di scavare nel proprio repertorio, riportando sul palco canzoni che appartengono alla memoria più profonda dei suoi fan.
UN CONCERTO CHE CAMBIA CONTINUAMENTE PELLE
Sul palco una band straordinaria ha dato vita a uno spettacolo potente e coinvolgente. Le chitarre hanno graffiato l’aria, il sax ha colorato ogni brano con sfumature diverse, mentre una macchina musicale perfetta accompagnava Vasco in un viaggio attraverso quasi cinquant’anni di storia. La forza del concerto è stata proprio questa: la capacità di cambiare pelle continuamente.
Un attimo prima il pubblico si emoziona e canta ogni parola, quello dopo esplode in un coro gigantesco. Uno stadio intero che canta come una sola persona. Migliaia di voci che diventano una sola voce.
«REWIND» È IL MOMENTO DELLA LIBERTÀ
Con “Rewind” arriva il momento della libertà assoluta. Il prato si trasforma in una festa collettiva. Le ragazze lanciano i reggiseni verso il palco come accade da anni, simbolo di uno spirito libero e senza pregiudizi che accompagna da sempre il mondo di Vasco. Il fuoco illumina la notte, la musica accelera, la band spinge al massimo e l’energia diventa travolgente. C’è chi salta, chi balla, chi ride. C’è chi si abbraccia e chi urla al cielo il proprio desiderio di vivere una vita spericolata. Per qualche ora spariscono differenze, problemi e paure. Rimane soltanto la voglia di sentirsi vivi.
QUANDO ARRIVA IL «GALLO»
Poi arriva il momento che nessuno si aspettava. Durante “Siamo solo noi” sale sul palco Claudio Golinelli, il mitico Gallo. La sua presenza sorprende e commuove tutti. Un applauso interminabile accompagna il suo ingresso. Per molti è il momento più intenso della serata. Non è soltanto il ritorno di uno storico compagno di viaggio di Vasco, ma il simbolo di un’amicizia e di una storia che appartengono a intere generazioni.
Gli occhi si fanno lucidi. Qualcuno piange. Qualcuno sorride. Tutti capiscono di stare vivendo qualcosa che ricorderanno a lungo.
UN MOMENTO SPECIALE PER RITROVARSI
E poi arriva “Albachiara”. Le voci si abbassano, le emozioni salgono. Vasco saluta il suo popolo e il suo popolo saluta Vasco. Finisce il soundcheck, ma resta la sensazione di aver assistito a qualcosa di speciale. Perché i concerti di Vasco Rossi non sono soltanto concerti. Sono un concentrato di vita vissuta. Sono dettagli che contano. Sono ricordi che riaffiorano, emozioni che esplodono, libertà che si celebra.
E a Rimini, ancora una volta, il popolo del Blasco ha ritrovato se stesso.
📷 Marisa Mulazzi













