LA CHIUSURA DI «STRISCIA» * DAGLI ANNI AUDACI E INVINCIBILI AL DECLINO

di Franco Bagnasco

Il passaggio dei social del tg satirico dalla squadra di Ricci a Mediaset segna il de profundis per questo monumento della tv italiana

Mediaset avrebbe rilevato definitivamente i social di Striscia la notizia, che sono stati tolti dal controllo della squadra di Antonio Ricci. Si chiude così, dopo mille traversie, la parabola di uno fra i programmi più grandi e longevi della televisione italiana, vittima negli ultimi lustri di un costante calo d’ascolti. Suppergiù un punto di share all’anno, che ha costretto Pier Silvio Berlusconi a correre ai ripari. Tutto sino alla mini-edizione in prima serata dello scorso anno (una mossa tatticamente evitabile ma in qualche modo inevitabile, nella dinamica dei fatti e del braccio di ferro tra le parti che si innescò) che ha racimolato appena il 12%, in mano agli spaesati Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, chiamati a chiudere idealmente il cerchio. Un risultato che non lasciava nessuno spiraglio per una possibile ripresa.

GLI ANNI SPLENDIDI E AUDACI

La creatura del ligure Ricci, tra i padri fondatori del Biscione, ha vissuto anche anni splendidi e audaci. Quando sembrava che tutto le fosse possibile, fra memorabili fuori onda di politici e showman, conduzioni eccentriche, e colpi giornalistici che hanno fatto parlare l’Italia. Le conferenze stampa di Antonio, calibrate al millesimo e satireggianti come poche, tra sfottò e dichiarazioni taglienti, sono state tra i momenti più divertenti per noi scribacchini dello spettacolo. Con frasi come «Eh, ma tu vieni a rubare a casa del ladro…», che si palesavano di fronte a qualche accenno di domanda un po’ pepata. Per la verità erano pochissime, perché si trattava di memorabile messe cantate,
Il lento inizio del declino è stato tamponato prima aumentando in modo vertiginoso la turnazione dei conduttori (con nomi come Michelle Hunziker, Ficarra e Picone e tanti altri), poi introducendo rubriche (come I nuovi mostri o altre più leggere) che racimolavano più audience accentuando l’immagine del magazine patinato. Per non parlare di Valerio Staffelli, che ha consegnato Tapiri d’oro a chiunque fosse toccato da qualche schizzo di fango in cronaca, godendo di un notevole ritorno mediatico per il Tg satirico. Striscia è stata la foglia di fico del Berlusconi politico? Chi può dirlo? Di certo ha sfottuto parecchio e in modo bonario anche lui. Ma sicuramente non l’ha penalizzato.

IRONIA DELLA SORTE, GERRY L’HA SEPOLTA

È finita un’epoca, e prima o poi doveva succedere, nonostante il suo creatore un giorno avesse auspicato: «Mi piacerebbe che Striscia mi sopravvivesse». Che sia stata la vecchissima Ruota della fortuna (condotta da un defilato Gerry Scotti, che pure Striscia l’ha condotta per anni) ad ammazzare definitivamente la Creatura è un caso, certo. Ma anche un po’ una beffa del destino.

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