di Franco Bagnasco
Il pupazzo rosso del programma di Antonio Ricci è stato ospite ieri sera a una cena concerto in Oltrepò Pavese con l’orchestra di liscio Centamori
Rimasto disoccupato, il Gabibbo si rifà col liscio.

Trent’anni di Gabibbo, vendicatore rosso
IlGabibbofa la sua prima apparizione il1º ottobre 1990aStriscia la notizia, il tg satirico ideato daAntonio Ricci, che ne detiene i diritti assieme aEzio Greggio. Il personaggio nasce come provocatore, ma nel corso degli anni si trasforma in un difensore dei cittadini: diventa un inviato che raccoglie segnalazioni su situazioni ingiuste denunciate dai telespettatori, al punto che la rubrica dedicata prende il nome diS.O.S. Gabibbo. Il soprannome che gli rimarrà addosso è quello di «vendicatore rosso» o «Robin Hood di peluche».
Fisicamente è un pupazzo antropomorfo, calvo, completamente rosso, con gli occhi bianchi e la bocca molto larga. La sua cifra stilistica è il forte accento genovese e l’uso di termini in dialetto ligure. A dargli la voce è lo scrittoreLorenzo Beccati, mentre la voce cantata è di Antonio Ricci stesso. Dal debutto fino al2017, il pupazzo viene animato dal mimoGero Caldarelli; alla sua scomparsa, il ruolo passa al mimoRocco Gaudimonte, già suo allievo.
Nel corso degli anni il Gabibbo conduce o partecipa a numerosi programmi firmati Ricci: a partire dal1990è inPaperissima Sprint, affiancato da presenti come Michelle Hunziker, Miriana Trevisan e Giorgia Palmas; nei primi anni Novanta conduceMondo GabibboeNatale in casa Gabibbo; nell’estate del1996è alla guida diEstatissima Sprint, riproposto nel2000; nel1998partecipa aDoppio lustro, speciale per i dieci anni diStriscia; dal2002è co-conduttore diVeline,VeloneeCultura moderna.
Il riconoscimento più prestigioso arriva nel1991, quando vince ilTelegattocome personaggio rivelazione dell’anno — unico pupazzo ad averlo mai ottenuto. Intorno alla sua immagine nasce anche un mercato di prodotti che spazia dagli articoli scolastici ai costumi di Carnevale, fino alla lineaGabibbo Family. Trent’anni dopo il debutto, il pupazzo rosso resta uno dei simboli più riconoscibili della televisione italiana.
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