«X-FACTOR» • PERCHE’ AI CANTANTI DEI TALENT (ORMAI CLONI DI SE STESSI) SI RISERVANO GIUDIZI COSI’ SPIETATI?

di Viviana Viviani

Un po’ di seguito l’ha ancora (soprattutto grazie ai giurati). Per il resto il talent di Sky vivacchia, fra un Irama che convince e i concorrenti come al solito messi sotto stress per compiacere l’audience

E’ ripartito X Factor, format ormai maturo, Talmente maturo da essere in marcescenza. Eppure una fetta di pubblico ce l’ha ancora, puntuale ogni autunno, come le caldarroste e il cambio dell’ora, con il conforto tipico delle cose che nascondono sotto minime variazioni il loro essere sempre uguali.

IL RITORNO DI UN FORMAT STANCO

La variazione di quest’anno si chiama Irama, che nella ventesima edizione subentra ad Achille Lauro accanto a Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi, con Giorgia alla conduzione per il terzo anno. Nella prima puntata, andata in onda ieri sera, si è dimostrato simpatico e adeguato, esattamente come lo era Achille Lauro: la macchina assorbe tutto, e al tormentone del Senato si sta già sostituendo quello dei due uccelli di Irama, che poi sono due pappagalli, ma bastano a garantire un discreto numero di battute pecorecce e a spingere Paola Iezzi in un ruolo da zia arrapata che non le rende granché giustizia.

Per il resto è tutto identico, e i concorrenti sono ogni anno variazioni sugli stessi tipi umani: chi non crede al proprio talento, chi ci crede troppo, chi viene scartato e s’incazza, chi la prende con classe e poi sbrocca dietro le quinte, chi è bravo ma emotivamente fragile, chi ha il padre assente, chi la madre troppo presente, chi la musica gli ha salvato la vita.

IRAMA NUOVO GIUDICE TRA I PAPPAGALLI

La fase delle audizioni resta la più divertente proprio per questo: la selezione non è ancora avvenuta, e accanto ai talentuosi sfilano gli improbabili, gli strambi, i fuori misura, cui i giudici non lesinano prese in giro. In certi momenti X Factor assomiglia pericolosamente alla Corrida.

Nella prima puntata hanno impressionato positivamente Giacomo Calò, ragazzo semplice e simpatico con una voce splendida, in una cover di Beautiful Things di Benson Boone eseguita senza capriola. I D!ps, tre torinesi, con l’inedito Fammi un video, un rap ironico tra Caparezza ed Elio e le Storie Tese. Danny Anania con Quelli sbagliati, testo poetico, sensibilità e senso di inadeguatezza generazionale esposti in tre minuti, e i Mad-Dog, quattro bravi ragazzi studiosi di Sassari che sul palco diventano rock, con Brianstorm degli Arctic Monkeys.

Tutti un po’ già sentiti, tutti somiglianti a qualche concorrente delle passate edizioni. D’altra parte le note sono sette e il mercato omologa per mestiere.

I CONCORRENTI SEMPRE UGUALI A SE STESSI

Ma ciò che emoziona davvero lo spettatore è percepire il loro sogno. Si dice che X Factor non serve a niente, crea solo illusioni, eppure da lì (in un passato ormai lontano) sono passati Måneskin, Marco Mengoni, Noemi, Giusy Ferreri, Michele Bravi, Francesca Michielin, Chiara Galiazzo, Lorenzo Fragola, Anastasio, i Santi Francesi. E poi tanti altri meno noti, che però nella musica continuano a lavorare, magari senza riempire San Siro e senza andare in televisione, ma con un buon seguito sul web: Martina Attili, Casadilego, Sarafine. Oggi che anche il successo si è frammentato, non sono comunque artisti degni?

C’è una spietatezza di giudizio nei confronti degli artisti nei talent che non si riserva a nessun’altra categoria. Tizio voleva fare il cantante, adesso campa suonando al piano bar: un fallito. Sempronia é stata famosa un paio d’anni e poi è sparita: una meteora.

PAOLA IEZZI IN UN RUOLO INGRATO

Tornano in mente due battute di Saranno famosi. Leroy Johnson: «ballare non è una cosa che faccio, è una cosa che sono». E il padre di Bruno Martelli, che spiega al figlio come esistano tassisti buoni e tassisti cattivi, ma grandi tassisti no: quelli sono gli artisti.

A un lavoro normale la dignità si riconosce sempre, giustamente. All’artista pare toccare il fallimento per definizione. Forse è quell’aspirazione alla gloria che non gli si perdona. Intanto le audizioni proseguono giovedì 17 e giovedì 24 settembre alle 21.15 su Sky Uno e NOW, in chiaro su TV8 il martedì successivo.

Il sogno è appannato, ormai si cercano giudici, non talenti. E becchiamoci anche questo «X-Factor».

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