di Franco Bagnasco
Ci si arriva con molti voli diretti, ha una natura molto varia, e ospita paradisi come Prasonisi, a Sud, l’incrocio dei venti e dei mari
Partivo senza grosse aspettative. Non so neanche bene perché. Forse perché la Grecia tendo a immaginarla come meta di viaggi che costringono a mille peripezie, fra scali notturni, traghetti, interminabili attese con le valigie come fastidiosa zavorra. Invece Rodi, volo diretto (tre ore scarse) sistemazione in un cinque stelle performante ma non carissimo a Lindos (il Lindos Village Resort & SPA), ovvero la zona ritenuta più fascinosa, mi ha stupito. Sia per grandezza che per varietà di paesaggi e contrasti brucianti.
VOLARE A RODI SENZA SCALI
Noleggiata un’utilitaria in aeroporto (consiglio la locale Rodos Cars, che fa pacchetti con assicurazione quasi full, sono esclusi cristalli, cerchioni e il sotto scocca, per punire gli sterratisti estremi), non resta che mettersi in viaggio a caccia di perle. La prima, immancabile, è Prasonisi, ovvero l’estrema lingua di sabbia a Sud dell’isola, che a sua volta collega a una micro isoletta di fronte, raggiungibile a piedi quando il mare è basso. Va a fortuna. È il punto in cui si incrociano il Mediterraneo e l’Egeo, una sorta di galleria del vento perennemente accesa diventata l’habitat naturale di centinaia di winsurfisti, kitesurfisti e affini, i quali si ritrovano lì ogni giorno fra colori e ardite traiettorie. Prasonisi da sola vale il viaggio. Non è un posto per ombrellone e lettino, ovviamente. Ma una spremuta di natura e magia.
NOLEGGIARE UN'AUTO SULL'ISOLA
Stesso discorso sulla costa Ovest arrampicandosi verso i ruderi del castello di Monolithos, dai quali si gode di un panorama imperdibile. Col drone diventa un plus non indifferente. Scendendo al mare (neanche cinque minuti) si scopre una piccola spiaggia stupenda e per fortuna ben poco nota, che a mio avviso è ben superiore a quella più celebrata di Agathi, sulla quale incombono scheletri in cemento armato di costruzioni abusive che sono state bloccate sul nascere ma mai distrutte. Rodi purtroppo è piena di queste pessime incompiute che saltano all’occhio. Fourni, dicevo. È una spiaggetta ghiaiosa che pare tanto vecchia Grecia. Una foto sgranata degli Anni 70, con minuscolo baretto, lettini e ombrelloni vintage e un totem con le distanze dalle principali città del mondo dove qualche burlone accanto a New York, Tokyo, Roma, Madrid e Mosca ha piazzato anche la piacentina Vigolzone. Che per i curiosi è a 1800 e rotti chilometri da lì.
PRASONISI, PARADISO DEI SURFISTI
A voler sentire la voce imperante la miglior spiaggia dell’isola è Tsambika, a Nord Est di Lindos. Bella, per carità. L’acqua pulita qui è di default un po’ ovunque. C’è sabbia, in mare si può camminare anche per un bel po’ con l’acqua alle ginocchia, ma non è il capolavoro dell’isola. Anche se risulta servitissima, fra lettini, ombrelloni (25 euro per il classico 2 più uno, quindi prezzi non popolarissimi), personale di servizio, bar e giochi d’acqua. Comoda ma non da urlo. Molto meglio, anche se infrequentabile per densità turistica, la famosa Anthony Quinn Bay. L’attore se ne innamorò quando girò a Rodi I cannoni di Navarone e la voleva comprare. A un prezzo stracciato, peraltro. L’affare era quasi compiuto ma un cambio di amministrazione locale fece saltare tutto definitivamente. A quest’angolo di paradiso è rimasto però il nome di Quinn. Il paesaggio è da cartolina, fra rocce, pini e piccole insenature. Purtroppo in baia ormeggiano praticamente tutto il giorno decine e decine di barconi zeppi di turisti urlanti in vena d’escusioni, e il casino tende a sovrastare la bellezza. Spiace dirlo, ma è così.