Il maestro Roberto Molinelli firma gli arrangiamenti del tributo che tocca Puglia, Basilicata e Sicilia
Il maestro Roberto Molinelli dirige l’orchestra e cura gli arrangiamenti di «Serena Autieri canta Raffaella. Tributo sinfonico a Raffaella Carrà», lo spettacolo con Serena Autieri dedicato al repertorio di Raffaella Carrà, in tournée tra il Sud Italia tra ottobre 2026 e febbraio 2027.
MOLINELLI RILEGGE LA CARRÀ SINFONICA
Dopo le date al Teatro Giordano di Foggia e al Teatro Petruzzelli di Bari, entrambe esaurite, lo spettacolo torna con tre appuntamenti tra Puglia e Basilicata: il 24 ottobre al Teatro Orfeo di Taranto, il 25 ottobre al Teatro Garibaldi di Bisceglie e il 26 ottobre all’Auditorium Gervasio di Matera, tutti con inizio alle 21.00. In queste date Serena Autieri è accompagnata dall’Orchestra Magna Grecia, sempre sotto la direzione di Molinelli.
Lo spettacolo prosegue poi in Sicilia con due repliche al Teatro Vittorio Emanuele di Messina: il 10 e l’11 febbraio, ore 21.00, con l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele.
TRE TAPPE TRA PUGLIA E BASILICATA
Gli arrangiamenti di Molinelli rileggono in chiave sinfonica i brani che hanno segnato la carriera di Raffaella Carrà, intrecciando il linguaggio orchestrale con quello della musica popolare. Lo spettacolo intende restituire, oltre al repertorio musicale, la personalità dell’artista e i temi ricorrenti della sua produzione: libertà, ironia, emancipazione, forza femminile.
«Portare il repertorio di Raffaella Carrà in una dimensione sinfonica è stata una sfida entusiasmante e un grande atto d’amore», ha dichiarato Molinelli. «Da arrangiatore ho cercato di valorizzare la forza, l’ironia e la vitalità delle sue canzoni, preservandone l’immediatezza. L’orchestra diventa parte integrante del racconto, aggiungendo nuovi colori a melodie entrate nella memoria collettiva. La Carrà è stata una figura profondamente moderna, capace di parlare di libertà, emancipazione, gioia e autenticità. Dietro l’apparente leggerezza, il suo linguaggio ha lasciato un segno profondo nella cultura e nel costume italiano.»
MESSINA CHIUDE IL TOUR SICILIANO
Direttore d’orchestra, compositore e violista, Roberto Molinelli insegna viola al Conservatorio Statale di Musica «Martini» di Bologna e collabora con orchestre nazionali e internazionali dal 1998. Ha diretto e arrangiato l’orchestra del Festival di Sanremo in più edizioni, ottenendo il riconoscimento di miglior arrangiamento dalla Giuria di Qualità per «Biancaneve» di Mogol e Lavezzi, interpretata da Alexia e Mario Lavezzi. Al Festival di Sanremo 2021 ha curato gli arrangiamenti degli Extraliscio, classificandosi terzo. A Sanremo 2026 ha diretto e arrangiato «Quello che le donne non dicono» di Fiorella Mannoia, eseguito da Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma nella serata Cover, ottenendo il terzo posto della classifica di serata.
Tra le sue collaborazioni figurano artisti come Tony Hadley, Francesco De Gregori, Arisa, Nada, Lucio Dalla, Mahamood, Paolo Fresu e Gigliola Cinquetti. Firma inoltre la direzione musicale e gli arrangiamenti di «L’anno che verrà», opera su Lucio Dalla ideata da Marcello Corvino e diretta da Manuel Renga, con protagonista Pierdavide Carone, prevista da dicembre nei teatri italiani.
Il pop sinfonico conquista il Sud
Il fenomeno dei tributi sinfonici a grandi nomi della canzone italiana è in forte espansione: dopo i sold out nei teatri lirici per omaggi a Mina e Battisti tra il 2023 e il 2025, il mercato si è aperto anche al repertorio più spiccatamente pop. Raffaella Carrà, scomparsa il 5 luglio 2021, ha venduto oltre 60 milioni di dischi nel corso della carriera e il suo catalogo ha registrato un’impennata di streaming superiore al 400% nei mesi successivi alla morte. Molinelli è una figura di riferimento nel settore degli arrangiamenti orchestrali per la televisione italiana: la sigla Barilla da lui composta nel 1999 rimase in onda per sette anni consecutivi, raggiungendo una diffusione stimata in miliardi di esposizioni tra TV, radio, cinema e web. Il circuito dei teatri lirici del Sud — Petruzzelli, Vittorio Emanuele di Messina, Orfeo di Taranto — storicamente sottoutilizzato per produzioni di pop sinfonico, è diventato dopo il 2022 uno dei segmenti a più alta crescita nel settore degli spettacoli dal vivo in Italia, con prezzi medi del biglietto tra i 25 e i 60 euro e tassi di riempimento superiori all’85% per le produzioni di qualità certificata.
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