PLURIBUS 2, GILLIGAN HA SCRITTO I PRIMI DUE EPISODI (E SEEHORN NON SA NULLA)

Come riferisce Deadline, il creatore (il genio che stava dietro Breaking Bad e Better Call Saul) svela i dettagli della stagione 2 dopo aver vinto il suo quinto Emmy per la scrittura drammatica

La sera dei Primetime Emmy 2026 ha portato con sé un annuncio a sorpresa sul futuro di «Pluribus»: Vince Gilligan ha confermato di aver completato la stesura dei primi due episodi della seconda stagione, rivelando anche che la struttura narrativa dell’intera stagione è già definita nel dettaglio.

SEEHORN ALL'OSCURO DEGLI SCRIPT

A dare la notizia per prima è stata Rhea Seehorn, fresca vincitrice del premio come migliore attrice protagonista in una serie drammatica, che ha ammesso candidamente di non aver ancora letto nulla. «Non ho niente», ha dichiarato l’attrice nel backstage della cerimonia, chiarendo di non aver ricevuto alcuno script.

Gilligan, che nella stessa serata ha conquistato il riconoscimento per la migliore scrittura drammatica — il suo quinto Emmy in carriera — ha illustrato lo stato dei lavori con precisione: la fase più complessa, ossia la definizione della trama di ogni episodio, è già conclusa. I primi due copioni sono pronti, mentre gli altri si trovano in stadi diversi di lavorazione. Il creatore ha anche accennato all’approccio differente dei singoli attori rispetto agli spoiler: alcuni, come Karolina e Samba, preferiscono non conoscere gli sviluppi in anticipo per conservare la spontaneità della performance.

CINQUE EMMY PER IL GENIO GILLIGAN

La prima stagione si chiude con un finale ad alta tensione: la protagonista Carol, una delle poche persone immuni al virus alieno, ottiene dalla mente alveare collettiva la consegna di una bomba atomica, che utilizza come deterrente per impedire la propria conversione e quella di Manousos, altro umano non contagiato. «Vinciamo. Salviamo il mondo», dice Carol all’uomo, sintetizzando l’ambiguità morale che attraversa l’intera serie.

Sia Gilligan che Seehorn hanno dichiarato di apprezzare le interpretazioni del pubblico, che ha ricondotto la serie a temi come la pandemia da Covid-19, l’intelligenza artificiale, il lutto e l’isolamento. Il creatore ha tuttavia precisato che l’idea originale della serie è antecedente a entrambi i fenomeni. «Qualcuno ha detto che è una sorta di contemplazione della perdita», ha commentato Gilligan, aggiungendo di trovare stimolante sentire gli altri descrivere il senso del proprio lavoro.

Seehorn merita il rimborso Emmy

«Pluribus» ha debuttato nel 2025 su un servizio streaming americano raccogliendo fin dalle prime settimane un’attenzione critica paragonabile a quella riservata a «The Leftovers» nella sua stagione d’esordio del 2014, serie con cui condivide il registro elegiaco e la riflessione sul collasso della normalità. Gilligan porta a casa il suo quinto Emmy complessivo: i precedenti quattro arrivarono con «Breaking Bad» tra il 2008 e il 2014, con il quale trasformò l’antieroe televisivo in un archetipo culturale replicato per oltre un decennio. La vittoria di Rhea Seehorn è anche un risarcimento simbolico: l’attrice era stata ignorata per sei stagioni consecutive di «Better Call Saul» nonostante prestazioni unanimemente considerate tra le migliori del decennio, senza mai portare a casa la statuetta. Sul piano produttivo, completare il plot breakdown prima della scrittura degli script è prassi consolidata nelle writers’ room di alto livello, ma farlo con soli due episodi effettivamente chiusi a metà settembre 2026 lascia aperta la questione dei tempi di consegna: con post-produzione standard di otto-dodici mesi, un’uscita della stagione 2 prima dell’estate 2027 appare ottimistica.

— Showblitz

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