PEREZ HILTON NUDO E INSANGUINATO IN DIRETTA TIKTOK: SOCCORSO A MIAMI (IL CROLLO IN STREAMING)

Il blogger 48enne apparso in stato di crisi durante una live di 30 minuti: intervento delle forze dell’ordine con tecniche di de-escalation

Perez Hilton, il blogger statunitense noto per aver rivoluzionato il gossip online nei primi anni Duemila, è stato ricoverato in ospedale dopo un grave episodio di crisi avvenuto nella serata di martedì. Durante una diretta su TikTok durata circa trenta minuti, il 48enne è apparso nudo e coperto di sangue nella sua abitazione di Miami, pronunciando frasi come «Spero che i poliziotti mi sparino fino alla morte» e manifestando apertamente pensieri suicidi mentre osservava le sirene fuori dalla finestra.

L'ALLARME LANCIATO DAI FOLLOWER

Sono stati gli stessi utenti che seguivano la trasmissione a dare l’allarme, contattando le forze dell’ordine. L’ufficio dello sceriffo della contea di Miami-Dade ha confermato ufficialmente l’intervento — senza menzionare direttamente il nome del protagonista — descrivendo il caso come quello di un uomo che stava «trasmettendo in diretta sui social media atti di autolesionismo». Gli agenti, giunti sul posto e trovati alcuni familiari presenti all’esterno, hanno optato per un approccio di de-escalation anziché per l’irruzione immediata, in linea con i protocolli adottati nelle situazioni di crisi psicologica. L’uomo si trovava da solo in casa al momento della diretta. Successivamente è stato affidato ai vigili del fuoco e trasportato in una struttura ospedaliera locale dove ha ricevuto le cure del caso. La diretta è stata eliminata e il suo account sospeso dalla piattaforma.

L’episodio non giunge del tutto inaspettato per chi seguiva il blogger. Appena pochi mesi fa, a marzo, Hilton aveva raccontato pubblicamente un ricovero durato ventuno giorni causato da una serie di complicanze partite da una comune influenza. L’assunzione prolungata di farmaci a stomaco vuoto aveva generato un’ulcera, una perforazione intestinale e una sepsi, rendendo necessario un intervento di chirurgia laparoscopica. Da quel ricovero aveva dichiarato di aver vissuto un’esperienza spirituale intensa, affermando di sentirsi «pieno dello Spirito Santo» e di essere grato per quanto la fede gli stava offrendo in termini di forza interiore. Aveva anche chiarito, di fronte alle speculazioni, che il percorso religioso non aveva modificato il suo orientamento sessuale: «Sono gay. Sono molto gay. Così Dio mi ha creato, sono orgogliosamente gay».

I suoi manager, Dante Rusciolelli e Rebekah Kochan, hanno confermato di essere al corrente dei contenuti preoccupanti circolati in rete, pur precisando di non essere riusciti a mettersi in contatto diretto con lui prima dell’intervento dei soccorsi. Hanno chiesto rispetto della privacy e annunciato che si sarebbero astenuti da qualsiasi dichiarazione ulteriore in attesa di chiarire la dinamica completa degli eventi. Tra le preoccupazioni più sentite anche quelle di chi conosce la sua situazione familiare: Hilton è padre di tre figli — Mario, 13 anni, Mia, 10 anni, e Mayte, 8 anni — avuti tramite maternità surrogata.

L'INTERVENTO CON DE-ESCALATION

Nato a Miami nel 1978 da una famiglia di origini cubane con il nome di Mario Armando Lavandeira Jr., Hilton aprì nel 2004 il blog PerezHilton.com, che divenne in pochi anni uno dei più letti al mondo nel settore del gossip. Il suo approccio era radicalmente diverso da quello della stampa tradizionale: commentava le notizie con sarcasmo, modificava le fotografie delle star e costruiva una narrazione quotidiana e aggressiva della cultura pop americana. Alcuni lo considerarono un precursore del linguaggio dei social media; altri lo accusarono di aver contribuito a normalizzare il cyberbullismo.

Quando artisti e celebrities iniziarono a comunicare direttamente con il pubblico attraverso Twitter e Instagram, il suo modello perse centralità. Consapevole del mutamento, cercò di reinventarsi partecipando a reality come «Celebrity Big Brother» nel Regno Unito, aprendo podcast e un canale YouTube, e ammettendo pubblicamente di essersi pentito di alcuni contenuti pubblicati durante gli anni d’oro. Lo scorso giugno aveva annunciato il ritorno con la famiglia nella città natale, Miami — proprio il luogo in cui si è consumato il crollo di martedì sera.

Quando il crollo va in onda

Quello di Perez Hilton è solo l’ultimo di una serie di episodi in cui i social media hanno trasformato una crisi privata in uno spettacolo pubblico involontario. Nel 2007 Britney Spears rasò la testa in un salone di bellezza di Tarzana mentre i paparazzi riprendevano tutto: fu l’inizio di un collasso psicologico documentato in tempo reale. Nel 2012 Amanda Bynes iniziò una spirale di comportamenti erratici amplificati da Twitter, con tweet deliranti seguiti da milioni di utenti. Nel 2022 Kanye West usò Instagram per attacchi personali sempre più violenti, fino alla sospensione dell’account. In tutti questi casi la piattaforma non è stata uno sfogo ma un palcoscenico, con il pubblico a fare da coro. La differenza con il caso Hilton è che stavolta gli spettatori hanno chiamato i soccorsi: un dettaglio che dice molto su come sia cambiata — almeno in parte — la risposta collettiva a questo tipo di situazioni.

— Showblitz

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