FERRAGNI: «PIÙ ERO MAGRA, PIÙ ERO INFELICE» (FINALMENTE LO AMMETTE)

L’imprenditrice digitale racconta il rapporto difficile col proprio corpo e la pace interiore ritrovata

Chiara Ferragni attraversa una fase di rinascita personale e professionale. Archiviato il caso del pandoro e la separazione da Fedez, l’imprenditrice digitale ha ripreso in mano le redini della propria carriera con nuove collaborazioni, un brand da rilanciare e persino un debutto sul grande schermo come attrice. È in questo contesto di ritrovata stabilità che ha scelto di rispondere pubblicamente a chi, nei commenti sui social, continua a puntare il dito sul suo aspetto fisico con osservazioni del tipo «stai ingrassando» o «stai invecchiando».

LA RINASCITA DOPO LO SCANDALO

La risposta, però, ha superato la dimensione della replica personale per diventare una riflessione più ampia sul modo in cui le donne vengono giudicate in base all’età e all’aspetto. Ferragni ha affrontato il tema dell’invecchiamento con una prospettiva inattesa: «Non tutti hanno la possibilità di invecchiare. Tante persone si ammalano, tante persone muoiono. Invecchiare è un privilegio e purtroppo non tutti ce l’hanno». Una presa di posizione che ribalta il frame della critica estetica e la trasforma in un ragionamento sul valore della vita.

La parte più rilevante del suo intervento riguarda il rapporto con il corpo negli anni passati. Ferragni ha rivelato che i periodi in cui era più magra — e che molti osservatori le invidiavano — coincidevano con i momenti di maggiore sofferenza emotiva: «Ci sono stati momenti in cui ero davvero molto triste e mangiavo pochissimo, oppure ero ossessionata dall’idea di mangiare solo cibi sani. Ogni volta che mi avete visto nel momento in cui ero più magra, significava che non stavo vivendo un periodo felice». Una confessione che smonta l’equazione, diffusissima nell’immaginario collettivo e amplificata dai social, tra silhouette esile e benessere.

L’imprenditrice ha precisato di non aver mai sofferto di disturbi alimentari, ma ha descritto un rapporto con il cibo e con l’immagine di sé segnato da insicurezza e pressione costante. Oggi quella fase appartiene al passato: «Adesso amo il mio corpo. Penso che possa sempre migliorare, ma amo la persona che sono. Adoro i miei capelli naturali. Mi piace vedermi senza trucco. Questa è la mia pace interiore e voglio proteggerla con tutta me stessa. Avrei voluto raggiungere questa serenità molto prima. Ma, finalmente, ci sono arrivata».

IL CORPO COME SPECCHIO DEL DOLORE

Il discorso di Ferragni si inserisce in un dibattito culturale che coinvolge molte figure pubbliche femminili, da Georgina Rodriguez — che di recente ha risposto a chi la criticava per le foto in bikini — a decine di altre celebrities che hanno scelto di raccontare il proprio disagio rispetto agli standard estetici imposti dalla visibilità mediatica. Il corpo delle donne famose resta uno degli obiettivi privilegiati dell’odio online, e chi è costantemente sotto i riflettori subisce pressioni che il pubblico generalista fatica a immaginare nella loro quotidianità e intensità.

Ferragni sembra aver elaborato una risposta personale a questo meccanismo: non l’indifferenza, ma una consapevolezza acquisita nel tempo che le consente di non misurare il proprio valore attraverso lo sguardo altrui. Un percorso lungo, che lei stessa definisce tardivo rispetto a quando avrebbe voluto completarlo, ma che descrive come finalmente compiuto.

Rebranding via body positivity

Chiara Ferragni ha chiuso il 2023 con una perdita stimata di circa 6 milioni di follower su Instagram nei soli giorni successivi allo scoppio del caso Balocco-Tod’s, e il suo Ferragni Brand ha registrato un calo di fatturato significativo già nel primo trimestre 2024, secondo le stime circolate prima della semestrale. La svolta narrativa sull’accettazione del corpo arriva in un momento in cui l’imprenditrice sta lavorando attivamente alla ricostruzione della propria reputazione: il debutto cinematografico annunciato rappresenta una mossa classica di rebranding per figure pubbliche in fase di rilancio, già tentata in passato da Paris Hilton nel 2021 con il documentario «This Is Paris» e da Kim Kardashian con la serie «The Kardashians» su Hulu. Il tema body positivity funziona da acceleratore di empatia presso il pubblico femminile 25-40 anni, segmento che Ferragni aveva eroso di più durante la crisi. La credibilità del messaggio, tuttavia, dipenderà dalla coerenza tra narrazione personale e scelte commerciali future: i brand con cui collaborerà diranno molto di più di qualsiasi dichiarazione social.

— Showblitz

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*