L’attore britannico si è spento a Los Angeles all’età di 80 anni: causa della morte non ancora comunicata
Tim Curry, attore britannico di straordinaria versatilità, è scomparso a Los Angeles all’età di 80 anni. La notizia della sua morte è arrivata senza che venisse indicata ufficialmente una causa, anche se nel corso degli ultimi anni la sua salute aveva subito un grave deterioramento a seguito di un ictus che lo aveva colpito nel 2012.
Nato a Cheshire nel 1946, Curry aveva costruito una carriera che attraversa teatro, cinema, televisione e doppiaggio, collezionando riconoscimenti importanti: un Daytime Emmy Award vinto e candidature sia ai Tony Awards che agli Olivier Awards, i massimi riconoscimenti rispettivamente del teatro statunitense e britannico.
UNA CARRIERA TRA PALCO E SCHERMO
Nonostante un percorso artistico ricchissimo, il nome di Tim Curry resterà per sempre associato al personaggio del dottor Frank-N-Furter, il bizzarro e trasgressivo «dolce travestito dalla Transilvania transessuale» del musical «The Rocky Horror Show», scritto da Richard O’Brien e portato in scena per la prima volta nel 1973. Curry interpretò il ruolo sia nella versione teatrale originale sia nell’adattamento cinematografico del 1975, «The Rocky Horror Picture Show», diretto da Jim Sharman, che nel tempo è diventato uno dei film di culto più celebri della storia del cinema.
Oltre a Frank-N-Furter, la carriera di Curry annovera interpretazioni memorabili in produzioni molto diverse tra loro: dal villain Pennywise nel film televisivo tratto da «It» di Stephen King nel 1990, al ruolo del Lord of Darkness in «Legend» di Ridley Scott del 1985, fino a innumerevoli ruoli da doppiatore in produzioni animate di grande popolarità.
Un mito del cinema di culto
«The Rocky Horror Picture Show» è uno dei casi più anomali della storia del cinema commerciale: uscito nel 1975 con incassi iniziali deludenti, sopravvisse grazie alle proiezioni di mezzanotte negli anni Settanta e divenne nel tempo il film con la distribuzione nelle sale più lunga della storia, ancora programmato in alcune città statunitensi. Si stima che abbia incassato globalmente oltre 140 milioni di dollari a fronte di un budget di appena 1,2 milioni. La performance di Curry nel ruolo di Pennywise nel 1990 influenzò profondamente il genere horror televisivo e stabilì un precedente che il remake cinematografico del 2017 — con Bill Skarsgård — dovette inevitabilmente confrontare, raccogliendo oltre 700 milioni di dollari al botteghino mondiale. L’ictus del 2012 aveva di fatto interrotto una carriera attiva: Curry stava registrando doppiaggi per la serie animata «Gravity Falls» quando fu colpito, e molte delle parti successive furono semplificate o sostituite. Nel panorama degli attori britannici formatisi sul palcoscenico negli anni Settanta, Curry rappresentava una figura unica per la capacità di unire grand guignol teatrale e ironia pop, un mix che pochissimi interpreti della sua generazione riuscirono a replicare con altrettanta efficacia.
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