Secondo l’agenzia Adnkronos, la popstar britannica sarebbe in trattativa avanzata per il festival di febbraio: agenda libera e legami con l’Italia depongono a favore
Stefano De Martino si prepara al debutto più atteso della sua carriera televisiva: la conduzione del Festival di Sanremo 2027, in programma dal 16 al 20 febbraio. Un esordio che non ammette passi falsi, e che per questo si sta costruendo pezzo per pezzo con una certa attenzione alla selezione degli ospiti.
L’indiscrezione più rumorosa degli ultimi giorni riguarda Dua Lipa. La cantautrice britannica di origini kosovaro-albanesi, considerata una delle voci più influenti del pop contemporaneo, sarebbe in fase di trattativa con gli organizzatori. Un dettaglio non secondario avvalora la voce: il suo agenda risulterebbe sgombra proprio nella settimana del festival, circostanza che in ambienti televisivi e musicali equivale già a una mezza conferma. L’artista, classe 1995, non è nuova all’Ariston: nel 2020 calcò già quel palco con «Don’t Start Now», brano lanciato sull’onda del Grammy vinto l’anno prima come Best New Artist. Quella performance fu accolta con grande entusiasmo. Il legame con il nostro paese si è poi rafforzato nel corso del tempo, culminando nell’estate scorsa con le nozze celebrate nel centro storico di Palermo con l’attore britannico Callum Turner.
DUA LIPA E IL LEGAME CON L'ITALIA
Adesso il nodo da sciogliere riguarda il posizionamento nel calendario. Tre le ipotesi in campo. La prima punta sulla serata inaugurale, quella che costruisce o distrugge le aspettative del pubblico fin dal primo momento. La seconda riserverebbe la star alla finale, come sigillo di una settimana che De Martino vorrebbe ricordare come una svolta. La terza opzione è forse la più interessante dal punto di vista strategico: la serata del giovedì, tradizionalmente dedicata alla selezione del rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. Nel 2027 la manifestazione si terrà a Burgas, in Bulgaria, e il collegamento con Dua Lipa non sarebbe casuale: la sua agenzia storica, la Tap Music, curò nel 2022 la scelta del rappresentante del Regno Unito all’Eurovision, con il risultato che si conosce — Sam Ryder arrivò secondo, il miglior piazzamento britannico in decenni.
Sul fronte degli ospiti italiani, le indiscrezioni disegnano un quadro coerente con il percorso umano e professionale di De Martino. Maria De Filippi figura in cima alla lista: la conduttrice e produttrice televisiva fu determinante nel lancio del ballerino campano quando, nel 2009, approdò ad «Amici» come concorrente. Il rapporto tra i due è rimasto solido nel tempo, e una sua presenza all’Ariston — che sarebbe il secondo passaggio dopo quello del 2017 — avrebbe un significato quasi autobiografico per il neo-conduttore. L’altro nome che circola è quello di Brenda Lodigiani, attrice e comica già al fianco di De Martino in «Stasera tutto è possibile»: per lei si ipotizza un ruolo ricorrente lungo tutta la settimana, con inserti comici distribuiti nelle varie serate.
Un nome da un miliardo di stream
Dua Lipa è oggi una delle artiste più redditizie del pianeta: il suo album «Radical Optimism» (2024) ha debuttato al primo posto in undici paesi, e il tour mondiale collegato ha incassato oltre 190 milioni di dollari in pochi mesi. Portarla a Sanremo avrebbe un costo che le fonti di settore stimano tra i 500.000 e il milione di euro per una singola esibizione, cifra non banale ma sostenibile per la Rai se si considera che Carlo Conti nel 2024 riuscì a portare all’Ariston Annalisa in un momento di apice commerciale, generando impatto mediatico sproporzionato rispetto all’investimento. Il precedente del 2020 è comunque istruttivo: quella edizione, condotta da Amadeus, registrò una media del 52,2% di share nella serata finale, con picchi che non si vedevano da anni — e la presenza di ospiti internazionali di peso contribuì a costruire quell’atmosfera. Il vero rischio per De Martino non è il costo dell’ospite ma la gestione dell’evento: un nome così alto crea aspettative che, se disattese anche solo sul piano organizzativo, si ritorcono sul conduttore prima ancora che sulla Rai.
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