MORENA ZAPPAROLI RICORDA L'”ALGORITMO TELEVISIVO” DI GIANFRANCO FUNARI E I SUOI RAPPORTI COI POTENTI

In un’intervista la compagna ha ricordato i risvolti pubblici e privati di un’icona della nostra televisione e i suoi rapporti con i potenti.

Gianfranco Funari continua a essere un personaggio impossibile da archiviare. Lo racconta Morena Zapparoli, sua compagna per anni, che nel ricordo tratteggia un Funari privato sorprendente: tenero, protettivo, capace di giocare alla PlayStation con Fabrizio Corona e allo stesso tempo di fulminare politici e potenti con una sola frase. Un uomo che viveva di contrasti e che proprio nei contrasti aveva costruito la sua forza televisiva.

Zapparoli ricorda il primo incontro: lei bambina, lui già adulto, che scherzando le dice “ti sposerò”. Una battuta che col tempo diventerà destino. Nel ritratto emerge un Funari che oggi, dice Morena, stimerebbe Giorgia Meloni, pur non rinunciando a pungolarla come faceva con chiunque. Con Berlusconi il rapporto oscillava tra amore e odio, mentre con Maurizio Costanzo c’era una sorta di confidenza fatta di rispetto e rivalità, come accade tra chi conosce bene il mestiere e ne riconosce le regole non scritte.

FUNARI TRA BERLUSCONI E COSTANZO

Il pezzo ricorda anche il Premio Funari, dedicato alla sua eredità giornalistica, e l’idea dell’“Algoritmo Funari”, una formula simbolica per descrivere il suo modo di leggere la realtà: diretto, spietato, popolare, sempre dalla parte del pubblico. Funari non era un conduttore, era un interprete del Paese, uno che sapeva trasformare la rabbia in spettacolo e lo spettacolo in informazione.

Tra aneddoti, memorie e citazioni, il ritratto di Zapparoli restituisce un Funari che non si è mai piegato alle convenzioni: un uomo che litigava con i potenti, che non temeva di esporsi, che viveva la televisione come un’arena e non come un salotto. E che, anche oggi, continua a mancare proprio perché nessuno ha più il coraggio di essere così.

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