Dopo 37 anni il regista di Ecce bombo è tornato al Lido per presentare il suo nuovo lavoro, che lo vede tra i protagonisti insieme con Jasmine Trinca.
Nanni Moretti è tornato ieri, 5 settembre, alla Mostra del Cinema di Venezia con Succederà questa notte, presentato in concorso. Un ritorno particolarmente significativo: Moretti mancava dal concorso veneziano da 37 anni, dai tempi di Sogni d’oro.
Un’occasione perfetta per andare oltre i suoi film più celebri e scoprire dieci curiosità, alcune delle quali raccontano un Moretti molto diverso dall’immagine del regista-intellettuale che il grande pubblico ha imparato a conoscere.
1. Il suo vero nome non è Nanni
All’anagrafe è Giovanni Moretti. È nato a Brunico, in provincia di Bolzano, il 19 agosto 1953, durante un periodo di vacanza dei genitori, ed è poi cresciuto a Roma.
2. Prima del cinema c’era la pallanuoto
Da ragazzo Moretti non era soltanto appassionato di cinema: praticava seriamente la pallanuoto. Arrivò a giocare nella Lazio e fu convocato nella Nazionale giovanile. Una passione che sarebbe rimasta anche negli anni successivi e che, inevitabilmente, sarebbe finita dentro il suo universo cinematografico.
3. La sua prima cinepresa la comprò vendendo francobolli
A vent’anni Moretti acquistò una cinepresa Super 8 utilizzando il ricavato della vendita della propria collezione di francobolli. Con quella macchina realizzò i suoi primi cortometraggi, La sconfitta e Paté de bourgeois.
È difficile immaginare un esordio più lontano dalle grandi produzioni: pochi soldi, una cinepresa amatoriale e la voglia di fare cinema.
4. Il suo primo lungometraggio nacque praticamente in casa
Io sono un autarchico, realizzato nel 1976, fu girato in Super 8, il formato tipico del cinema amatoriale e degli home movie. Anche il sonoro venne realizzato con mezzi artigianali.
E non era un film da pochi minuti: la versione finale superava un’ora e mezza. Successivamente Moretti fece realizzare un primo trasferimento su 16 mm e, molti anni dopo, la Cineteca Nazionale ne curò il restauro in 35 mm.
5. Nel suo primo film recitarono anche parenti e amici
Io sono un autarchico aveva un’impronta davvero familiare: tra gli interpreti c’erano anche il padre Luigi e il fratello Franco Moretti, oltre ad amici e persone che non erano attori professionisti.
Prima ancora di diventare “Nanni Moretti”, insomma, c’era Giovanni che si costruiva il proprio cinema praticamente da solo.
6. Ecce bombo arrivò dopo il cinema fatto con mezzi artigianali
Il passaggio da Io sono un autarchico a Ecce bombo segnò l’ingresso di Moretti nel cinema industriale. E proprio su questo passaggio il regista ha riflettuto molti anni dopo: dal Super 8 artigianale all’industria, raccontò di aver cercato di conservare comunque le proprie idee, la propria ironia e il proprio modo di raccontare.
Ecce bombo, del 1978, sarebbe diventato uno dei film simbolo di quella generazione, al punto che Alberto Moravia lo analizzò sulle pagine de L’Espresso.
7. Venezia lo premiò già nel 1981
Il rapporto con la Mostra non nasce certo ieri.
Nel 1981 Moretti presentò a Venezia Sogni d’oro, ottenendo il Premio speciale della giuria. È uno dei riconoscimenti che hanno segnato la prima fase della sua carriera.
Il suo ritorno al concorso nel 2026 arriva dunque dopo una pausa veneziana lunghissima.
8. La Sacher Film non è nata per caso
Nel 1986 Moretti fondò la Sacher Film insieme ad Angelo Barbagallo. L’obiettivo non era soltanto produrre i propri film: Moretti ha spiegato di aver voluto anche restituire, almeno in parte, ad altri registi la fortuna che aveva avuto lui, favorendo il cinema di esordienti.
Dal 2007 la società è interamente di Moretti.
9. Il suo cinema Nuovo Sacher nacque nel 1991
C’è poi un’altra “Sacher”, quella con le poltrone.
Il Cinema Nuovo Sacher di Roma fu inaugurato da Moretti nel 1991. La scelta aveva una precisa filosofia: proporre film che lui stesso avrebbe voluto vedere, soprattutto opere di qualità che trovavano difficoltà a essere distribuite.
Tra gli esempi ricordati dallo stesso Moretti ci sono i film di Ken Loach, che inizialmente venivano proposti al Nuovo Sacher praticamente in solitudine.
10. Anche la Vespa è diventata un personaggio di Moretti
In Caro diario, uno dei suoi film più celebri, Moretti dedica una parte intera del film al suo viaggio in Vespa per Roma. Non è un semplice mezzo di trasporto: diventa quasi un compagno di viaggio, attraverso il quale il regista osserva la città, i quartieri, le persone e perfino il cinema. La stessa Sacher Film cataloga infatti la prima parte del film semplicemente come “In Vespa”.
IL LUNGO RITORNO A VENEZIA
Ed è forse questa la curiosità che riassume meglio Moretti: capace di trasformare anche una Vespa, una piscina, una partita di pallanuoto o una passeggiata in un elemento del proprio personalissimo modo di raccontare il mondo.
E ieri, a Venezia, quel mondo è tornato al centro della scena. Con Succederà questa notte, Moretti è tornato in concorso alla Mostra dopo 37 anni, dirigendo e interpretando un film con Louis Garrel, Jasmine Trinca e lo stesso Moretti tra gli interpreti.