Da Achille Lauro con i suoi outfit estremi ai puntigli cromatici di Claudio Baglioni. Ogni personaggio ha il suo modo di indossare
Nel mondo dello spettacolo italiano l’abbigliamento è spesso più di un dettaglio estetico: è un rituale, una scaramanzia, un vezzo che racconta il carattere dei protagonisti. Mara Maionchi lo dice a La Stampa con la sua solita ironia: “Facevo l’elegantona con i vestiti smessi di Ornella Vanoni. È stato il mio momento più chic”. Un aneddoto che apre un capitolo sorprendente: le stranezze sartoriali dei vip italiani, tutte rigorosamente documentate.
I VESTITI USATI DELLA VANONI
Ornella Vanoni, oltre ad aver involontariamente vestito Maionchi, è nota per una mania dichiarata più volte: non indossa mai abiti troppo rigidi o strutturati, perché dice che le “tolgono libertà”. Ha raccontato di aver passato intere tournée scegliendo solo tessuti morbidi, quasi rituali.
Mina, che da decenni vive lontana dai riflettori, ha una fissazione storica: i guanti. Li ha indossati per anni in tv e li ha mantenuti come tratto distintivo anche nelle rare apparizioni fotografiche successive. Non è una leggenda: lo ha confermato lei stessa in più interviste, spiegando che le davano “sicurezza”.
Raffaella Carrà aveva una regola ferrea: nessun costume di scena poteva essere troppo pesante. I suoi celebri completi con ombelico scoperto non erano solo estetica: erano studiati per permetterle di ballare senza perdere fiato. I costumisti hanno raccontato che Carrà rifiutava qualsiasi capo che non fosse “funzionale al ritmo”.
LA LIBERTÀ NEI TESSUTI DI ORNELLA
Claudio Baglioni ha una mania cromatica nota e dichiarata: predilige il nero e il blu scurissimo, tanto che per anni ha chiesto ai costumisti di attenersi a una palette ristrettissima. Non è un vezzo estetico: Baglioni ha spiegato che quei colori “lo mettono nella giusta concentrazione”.
Achille Lauro, al contrario, ha trasformato l’eccentricità in metodo. I suoi outfit più estremi – dal Sanremo da “Madonna punk” al look da sposa – sono stati raccontati nei dettagli dal suo team creativo: ogni abito è parte di una narrazione, non un capriccio. Una teatralità dichiarata e rivendicata.
I GUANTI SACRI DI MINA
Anna Oxa ha una regola che ha confermato più volte: non indossa mai abiti che non rispecchino il suo stato emotivo del momento. I suoi cambi radicali di look – dal minimalismo totale agli outfit più elaborati – non sono casuali, ma parte di un percorso personale che lei stessa ha spiegato in interviste e libri.
Loredana Bertè è forse il caso più celebre: la minigonna di jeans e gli anfibi sono diventati un marchio identitario. Bertè ha raccontato che quel look nacque come gesto di ribellione e che, negli anni, è diventato una sorta di “armatura”.