ECCO CHI E’ ELISABETTA SGARBI, LA DONNA CHE HA PORTATO IL FUMETTO AL CENTRO DELLA CULTURA

E’ la sorella del più noto Vittorio, ma è stata anche direttrice editoriale di Bompiani e della Milanesiana, la sua creatura più nota. Ora ha una grande passione per i fumetti.

Oggi, a Milano, Elisabetta Sgarbi ha presentato la quinta edizione di “Linus – Festival del fumetto”, la manifestazione da lei ideata e diretta che torna ad Ascoli Piceno. Un appuntamento che racconta bene anche la personalità della sua creatrice: perché Sgarbi, nel corso della sua carriera, ha avuto a che fare con libri, scrittori, musica, cinema, arte, teatro e naturalmente fumetti. Ma chi è davvero Elisabetta Sgarbi? Ecco dieci curiosità per conoscere meglio una delle figure più originali della cultura italiana contemporanea.

1. È la sorella di Vittorio Sgarbi

È probabilmente la cosa che quasi tutti sanno, ma che rischia anche di mettere in ombra tutto il resto. Elisabetta Sgarbi è la sorella minore di Vittorio Sgarbi, nata a Ferrara il 9 luglio 1956, ma cresciuta come il fratello a Ro Ferrarese. I due appartengono però a mondi professionali in parte differenti: mentre Vittorio ha costruito la propria notorietà soprattutto attraverso la critica d’arte, la televisione e la politica, Elisabetta ha sviluppato una carriera soprattutto nell’editoria e nella progettazione culturale.

Ed è proprio quest’ultima attività ad averla trasformata in una figura riconoscibile ben oltre il cognome che porta.

2. Per anni è stata una delle figure importanti dell’editoria italiana

Prima di diventare la direttrice di grandi rassegne culturali, Sgarbi ha costruito una lunga carriera nell’editoria. È stata direttore editoriale di Bompiani, ruolo che ha ricoperto per molti anni e attraverso il quale ha lavorato con alcuni dei nomi più importanti della letteratura italiana e internazionale.

Non è quindi arrivata ai festival partendo dall’organizzazione di eventi: arrivava da una posizione di vertice dell’industria del libro.

3. La Milanesiana è la sua creatura più famosa

Nel 2000 ha ideato La Milanesiana, rassegna culturale che nel tempo è diventata uno degli appuntamenti multidisciplinari più importanti d’Italia.

Il progetto ha una caratteristica molto precisa: non separare rigidamente le arti. Letteratura, musica, cinema, teatro, arte, filosofia, scienza e, progressivamente, anche il fumetto convivono nello stesso contenitore.

L’edizione 2026, la ventisettesima, ha attraversato 18 città e proposto 64 appuntamenti, raggiungendo oltre 100 mila persone.

4. Per Sgarbi il fumetto non è un genere “minore”

Ed è qui che si capisce perché abbia creato Linus – Festival del fumetto.

La sua idea non è stata quella di costruire semplicemente una rassegna per appassionati di fumetti. Il progetto è quello di utilizzare il fumetto come punto di partenza per parlare anche di storia, cinema, musica, letteratura e società.

Lo aveva spiegato già presentando una delle prime edizioni: il fumetto doveva diventare una sorta di lente attraverso la quale rileggere anche altre discipline e altri personaggi.

5. Il nome “Linus” non è casuale: è un pezzo della storia culturale italiana

Il festival prende il nome dalla storica rivista Linus, nata a Milano nel 1965.

E Sgarbi ha lavorato anche sulla memoria editoriale della testata: insieme a Marcello Garofalo ha curato una grande mostra dedicata alla rivista, con la collaborazione di Igort, ripercorrendone le copertine e la storia attraverso centinaia di numeri.

È un dettaglio importante perché racconta bene il suo modo di intendere la cultura: non soltanto produrre nuovi eventi, ma anche recuperare e rileggere ciò che ha costruito la cultura italiana.

6. Il suo festival del fumetto è nato ad Ascoli Piceno, non a Milano

La conferenza stampa si svolge a Milano, ma Linus – Festival del fumetto ha la sua sede ad Ascoli Piceno.

La manifestazione è arrivata nel 2026 alla quinta edizione, dopo essere partita nel 2022. Negli anni sul palco sono passati autori e personaggi molto diversi: da Altan a Zerocalcare, da Sio a Milo Manara, fino a figure provenienti dalla musica e dal cinema.

È una scelta coerente con la filosofia della Sgarbi: partire dal fumetto per costruire un festival che non rimanga confinato al fumetto.

7. Alla Milanesiana ha portato persino il fumetto di Art Spiegelman

La sua attenzione al fumetto non è una moda recente.

Nella ventisettesima edizione della Milanesiana, conclusa nel luglio 2026, tra gli artisti del fumetto citati nel bilancio della manifestazione c’è anche Art Spiegelman, autore di Maus, uno dei più importanti graphic novel della storia. Tra gli altri nomi figurano Milo Manara e diversi protagonisti internazionali della cultura.

Questo spiega anche perché Linus non sia un progetto isolato: fa parte di una visione culturale che Sgarbi porta avanti da oltre vent’anni.

8. Non pensa ai festival come semplici contenitori di spettacoli

Un’altra caratteristica del suo lavoro è l’idea del festival come incrocio fra discipline.

La Milanesiana 2026, per esempio, ha messo insieme letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport e fumetto.

Il principio è praticamente lo stesso applicato a Linus: mettere persone provenienti da mondi differenti nella stessa stanza e vedere cosa succede.

9. Anche la musica occupa un posto importante nel suo universo

Chi associa Sgarbi esclusivamente ai libri e alla letteratura rischia di perdersi una parte importante del suo lavoro.

Nei suoi festival la musica è da sempre presente accanto alle altre arti. E anche Linus non fa eccezione: nelle precedenti edizioni sono comparsi concerti e incontri con musicisti, dimostrando ancora una volta quanto il progetto voglia superare i confini del fumetto tradizionale.

È una caratteristica che la accomuna alla Milanesiana: non costruire recinti culturali, ma farli comunicare.

10. Il suo vero “marchio di fabbrica” è mettere insieme mondi che normalmente non si incontrano

Forse questa è la curiosità più interessante di tutte.

Se si guarda alla sua carriera nel suo insieme, dal lavoro editoriale alla Milanesiana fino a Linus, emerge una costante: Elisabetta Sgarbi sembra avere una particolare predilezione per gli incroci improbabili.

Un fumettista accanto a uno scrittore. Un musicista insieme a un filosofo. Un regista accanto a un artista. Una mostra che diventa parte di un festival letterario. Una rivista di fumetti degli anni Sessanta riletta attraverso gli occhi della cultura contemporanea.

Non è quindi soltanto “la sorella di Vittorio Sgarbi”, né semplicemente “l’ex direttrice editoriale di Bompiani”.

È una produttrice culturale che ha costruito una propria idea di cultura: far dialogare persone, linguaggi e discipline che normalmente viaggiano su binari separati.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*