L’esperto del digitale che Striscia la notizia ha reso noto al grande pubblico sarà all’Alfieri di Asti il 5 dicembre con un suo monologo chiarificatore su AI e dintorni
Il 5 dicembre al Teatro Alfieri di Asti arriva Marco Camisani Calzolari, il volto di Striscia la Notizia che da anni traduce il digitale in un linguaggio comprensibile a chi digitale non lo è. Il suo spettacolo, “Intelligenza artificiale per umani naturali”, è pensato proprio per questo: spiegare l’IA a chi non ha competenze tecniche, senza catastrofismi e senza tecnicismi inutili.
Un approccio che lo ha reso una delle figure più credibili nel panorama italiano della divulgazione tecnologica.
Chi è davvero MCC: molto più di un volto televisivo
Camisani Calzolari lavora nel digitale da oltre trent’anni. È stato pioniere del web italiano, imprenditore, docente universitario, consulente per aziende e istituzioni, e oggi è uno dei divulgatori più ascoltati del Paese.
A Striscia la Notizia è diventato il “detective del web”: smonta bufale, spiega truffe online, analizza fenomeni digitali e racconta come funzionano algoritmi, social network e intelligenza artificiale.
Ma dietro la televisione c’è molto di più.
1. È cittadino britannico naturalizzato
Non è un dettaglio comune: MCC ha ottenuto la cittadinanza britannica dopo anni di lavoro nel Regno Unito, dove ha fondato aziende e collaborato con istituzioni accademiche e governative.
2. Ha ottenuto un visto EB‑1 negli Stati Uniti
È il visto riservato a persone con “extraordinary ability”, lo stesso rilasciato a scienziati, ricercatori e figure di spicco nei loro settori.
Un riconoscimento non banale per un divulgatore digitale.
3. È “Freeman of the City of London”
Un titolo storico, concesso a personalità che hanno contribuito alla vita economica e culturale della città.
Un riconoscimento raro per un italiano del settore tech.
4. È Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia
Onorificenza della Repubblica che premia chi ha dato prestigio al Paese all’estero.
Nel suo caso, per la divulgazione digitale e la consulenza internazionale.
5. Ha fondato una delle prime aziende italiane di social technology
La sua società Speakage ha sviluppato piattaforme social proprietarie per aziende e istituzioni quando in Italia i social network erano ancora agli inizi.
Un lavoro pionieristico che gli ha aperto le porte della consulenza internazionale.
6. Ha creato un algoritmo anti‑bot che fece scalpore
Nel 2012 sviluppò un algoritmo per individuare i follower falsi su Twitter.
La sua analisi rivelò che molti profili di politici e brand avevano percentuali altissime di bot.
La notizia fece il giro dei media e aprì un dibattito sulla credibilità dei numeri dei social.
7. È ambassador istituzionale della Polizia di Stato
Collabora con la Polizia per la comunicazione sulla sicurezza digitale, un ruolo che pochi divulgatori ricoprono.
Il suo compito è spiegare al pubblico come difendersi da truffe, phishing e manipolazioni online.
8. Ha un ruolo nella governance italiana dell’IA
È membro del Comitato nazionale per la strategia sull’intelligenza artificiale, contribuendo alla definizione delle linee guida italiane sulla gestione e regolamentazione dell’IA.
9. Collabora con la Commissione Europea
Ha contribuito al Codice di Condotta sull’IA di uso generale, uno dei documenti più importanti per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale in Europa.
10. È un divulgatore da numeri enormi
I suoi contenuti digitali generano circa 20 milioni di visualizzazioni al mese e superano i 2 milioni di follower complessivi.
Un risultato raro per un divulgatore tecnico.
11. Vive a New York
Oggi MCC risiede negli Stati Uniti, dove continua a lavorare come consulente e divulgatore internazionale.
La sua attività è divisa tra Italia, UK e USA.
12. Ha un approccio “umanista” alla tecnologia
Nonostante il curriculum tecnico, MCC insiste su un concetto: la tecnologia deve essere al servizio delle persone, non il contrario.
È il filo conduttore del suo spettacolo di Asti.
Lo spettacolo di Asti: tecnologia senza paura
“Intelligenza artificiale per umani naturali” è pensato per chi vuole capire l’IA senza sentirsi escluso.
Camisani Calzolari spiega: come funzionano davvero i modelli di IA, quali rischi reali esistono (e quali sono solo allarmismi), come difendersi online, come usare l’IA in modo consapevole, come cambierà il lavoro nei prossimi anni. Il tutto con esempi concreti, linguaggio semplice e un tono che non spaventa, ma accompagna.