di Franco Bagnasco
Il cantante non molla e dopo il moscerino-gate tenta la sorta nella patria dell’insetto più fastidioso
L'81ENNE SFIDA GLI INSETTI LOMELLINI
Bobby Solo, pseudonimo di Roberto Satti (Roma, 18 marzo 1945), è un cantautore e chitarrista italiano tra i protagonisti della musica leggera italiana degli anni sessanta e settanta.
Figlio di Bruno Satti, colonnello dell’Aeronautica, Bobby sviluppa la passione per la musica sin dall’adolescenza, diventando fan di Elvis Presley. Nel 1963 esordisce discograficamente con il 45 giri contenente Ora che sei già una donna e Valeria. Il suo nome d’arte nasce da un’incomprensione: disse al padre “Bobby, solo Bobby” e una segretaria della casa discografica lo registrò come “Bobby Solo”.
Il successo arriva nel 1964 con Una lacrima sul viso, cantata in coppia con Frankie Laine a Sanremo. La canzone raggiunge il primo posto in classifica per 8 settimane, ottiene due dischi d’oro e conquista l’Europa. Lo stesso anno vince la prima edizione del Festivalbar con Credi a me.
Nel 1965 vince il Festival di Sanremo con Se piangi se ridi, che raggiunge nuovamente il primo posto; partecipa all’Eurovision Song Contest con lo stesso brano, classificandosi al quinto posto. Tra i suoi maggiori successi figurano Non c’è più niente da fare (1966), scelto come sigla della trasmissione TuttoTotò, San Francisco (1967) e Zingara (1969), con cui conquista una nuova vittoria sanremese insieme a Iva Zanicchi.
Negli anni settanta il suo successo decresce, ma nel 1980 ritorna con Gelosia, seguito da Non posso perderti (1981) e Tu stai (1982). Negli anni ottanta forma il supergruppo i Ro.Bo.T. insieme a Rosanna Fratello e Little Tony, riscuotendo notevole successo. Paralelamente gestisce gli Studi Chantalain sulla via Aurelia a Roma, dove hanno registrato importanti artisti della scena musicale italiana.
— Franco Bagnasco