La Guardia di Finanza lo porta agli arresti domiciliari. Al centro dell’inchiesta la cosiddetta “scommessa collettiva”
Mario Adinolfi, giornalista e politico romano, è stato fermato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. L’ex deputato del Partito Democratico si trova attualmente agli arresti domiciliari nella capitale. L’operazione delle fiamme gialle è stata coordinata dalla procura di Roma ed è stata anticipata da Repubblica.
Al centro dell’inchiesta vi è una struttura denominata “scommessa collettiva”, costituita da Adinolfi, attraverso cui sarebbero stati raccolti milioni di euro da investitori privati. Questi ultimi avrebbero ricevuto promesse di rendimenti considerevoli, fino al quaranta per cento l’anno, con la garanzia del rimborso del capitale iniziale. Secondo quanto riportato dagli investigatori, numerosi partecipanti non avrebbero ricevuto la restituzione delle somme versate.
LA TRAPPOLA DELLA SCOMMESSA COLLETTIVA
La procura contesta a Adinolfi di aver gestito un meccanismo che ha generato un danno stimato attorno ai cinque milioni di euro. Ulteriori quattrocentomila euro rappresenterebbero, secondo l’accusa, il profitto derivante dall’evasione fiscale contestatagli dagli investigatori. Le indagini hanno portato all’emissione di un provvedimento cautelare che ha determinato il collocamento in regime di arresti domiciliari.
CINQUE MILIONI SVANITI NEL NULLA
Nato a Roma il quindici agosto millenovecentosettantuno, Adinolfi è una figura complessa del panorama italiano contemporaneo. Giornalista professionista dal millenovecentonovantasette, ha sviluppato una carriera poliedrica come autore televisivo, conduttore radiofonico e blogger. Ha lavorato presso la Rai al Tg1 tra il millenovecentonovantasei e il duemilauno, quindi ha operato come responsabile della comunicazione all’Istituto per il Commercio Estero. Ha condotto programmi su diverse emittenti private e pubbliche, tra cui «Contro Adinolfi» su Nessuno Tv e Radio Città Futura, e «Pugni in Tasca» su MTV Italia tra il duemilasette e il duemilaotto, affrontando tematiche sociali quali la mafia e le discriminazioni. Dal duemiladieci è stato direttore di The Week, settimanale specializzato nel gioco del poker.
EVASIONE FISCALE E ARRESTI DOMICILIARI
Sulla scena politica, ha militato nella Democrazia Cristiana e successivamente nel Partito Popolare Italiano, dove nel millenovecentonovantatré divenne il più giovane membro dell’Assemblea costituente. Nel duemilaotto è stato candidato alla Camera con il Partito Democratico, risultando primo dei non eletti nella circoscrizione Lazio 1. Il tredici giugno duemiladodici è diventato deputato subentrando a Pietro Tidei. Ha fondato il partito «Il Popolo della Famiglia» l’undici marzo duemiladiciassette insieme a Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo, con l’intento di rappresentare i partecipanti ai Family Day.
Nel corso della sua carriera mediatica, Adinolfi ha partecipato anche a programmi televisivi di intrattenimento, come l’Isola dei famosi, e ha sviluppato competenze riconosciute nel settore del gioco d’azzardo strategico, all’interno di una traiettoria professionale che lo ha portato a divenire una figura controversa e polarizzante della politica italiana contemporanea. Ultimamente si era schierato contro Mediaset dalla parte di Fabrizio Corona.
Chi è Adinolfi e cosa è la scommessa collettiva
La struttura denominata “scommessa collettiva” rappresenta una forma di raccolta di capitale privato caratterizzata da promesse di rendimenti particolarmente elevati, fino al quaranta per cento annuo, accompagnate da assicurazioni di restituzione del capitale. In questo caso specifico, secondo l’accusa, il meccanismo avrebbe operato senza garantire il rimborso promesso a numerosi investitori, generando perdite significative. Mario Adinolfi, nato a Roma nel millenovecentosettantuno, è un giornalista professionista iscritto all’albo dal millenovecentonovantasette, nonché politico con una lunga militanza nei partiti del centrosinistra italiano.
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