LE ARTISTE DI STRADA SI RACCONTANO: “SIAMO IN PERICOLO: GLI UOMINI MOLESTANO E CI SESSUALIZZANO”

di Viviana Viviani

Al talk “Donne di strada” del Ferrara Buskers Festival cinque artiste hanno raccontato fastidi, autocensura notturna e pregiudizi: «Il tuo corpo conta più della tua musica».

Cinque musiciste di strada hanno raccontato al Ferrara Buskers Festival (prosegue sino a domani, 30 agosto) cosa significa fare questo mestiere per una donna. Il talk “Donne di strada. La vita di una musicista in viaggio” si è tenuto in Piazza Trento Trieste, moderato da Mario Pantaleoni, medico e appassionato di musica. Attorno al tavolo Jeffi Lou, svizzera residente a Berlino; Suzie Fleur, dei Paesi Bassi, anche lei attiva a Berlino; Francesca del duo AKAJÚ, in cartellone per la Spagna; Sofia e Chiara di A.K Duo, italiane di Padova.

LE MOLESTIE FISICHE E DIGITALI

Quanto è complicato per una donna lavorare come artista di strada? Inizia a parlare Suzie: “Sono molto felice perché riesco a vivere della mia musica, non ho genitori ricchi e riesco a pagare tutti i miei conti grazie a questo che è il mio unico lavoro. Però man mano che cresce la mia popolarità, sento che la mia sicurezza diminuisce. Spesso uomini si avvicinano più del dovuto, cercano di toccarti, non capiscono un no, ti offrono addirittura soldi per comprarti. Accadono brutti episodi anche sui social, si viene sessualizzate. Un paio di settimane fa sotto una mia foto un tale ha scritto: sei pornografica, mi sono eccitato, verrò a cercarti. Queste cose fanno molta paura. Essere donna in questo mestiere è una fragilità”.

“Non ho avuto esperienze troppo negative”, continua Jeffi, “ma sono d’accordo, ad esempio vorrei fare molto più night busking, ma è pericoloso. Per fortuna ho il mio gruppo, la mia community, in cui ci sono anche molte donne. Così mi sento protetta. Anche gli homeless, in varie situazioni mi hanno fatto sentire al sicuro. Sarebbe bello però che potessimo fare il nostro lavoro serene, senza paure né bisogno di protezione. Sono molto felice quando incontro un’altra donna busker, voglio subito conoscerla, è importante essere solidali tra noi”.

Francesca aggiunge: “Per un artista di strada già è più difficile vedere riconosciuto il proprio talento, rispetto a chi suona nei concerti o nei teatri. A Barcellona sono stata tra quelli che hanno lottato perché fossero date più licenze per suonare, e anche perché più donne si avvicinassero a questo mestiere, oggi siamo a 50 e 50, una volta eravamo pochissime. Però ancora c’è lo stigma, e se hai seguito ti dicono che è grazie al tuo aspetto, alla tua bellezza. Anche i genitori di solito non approvano questa scelta, posso capirlo, si tratta di un’altra generazione. Mio padre è venuto a vedermi solo dopo avermi vista in un articolo su un giornale, e in quel momento ha capito che sono un’artista: prima pensava che chiedessi l’elemosina. La strada è associata al non avere alternative, possibilità di suonare altrove, ma non è vero, può essere proprio una scelta”.

VIVERE DI MUSICA FRA PERICOLI

Anche Sofia conferma: “Già il nome di questo talk dice tutto, quando si parla di donne di strada, la maggior parte delle persone non pensa certo alle artiste. Per una donna è più pericoloso, se non avessi conosciuto Chiara non credo che l’avrei mai fatto da sola. Una ragazza che suona in strada non sa mai le vere intenzioni delle persone, magari arriva un uomo, alto, robusto, ti prende il microfono, dice che vuole cantare con te, e devi accettarlo, perché non sai cosa potrebbe fare. Poi c’è il fatto che il tuo aspetto, il tuo corpo, il tuo look sono sempre più importanti della tua musica”.

Chiara aggiunge: “Io vesto in modo mascolino, eppure anche per questo sono osservata, criticata, oggetto di consigli non richiesti. Ma noi vorremmo poter pensare solo a suonare, portare un sorriso nella giornata di chi ci passa davanti e si ferma ad ascoltarci, sentire la connessione con il pubblico, tutto il resto è molto meno importante”.


LE ARTISTE DI STRADA SI RACCONTANO: "SIAMO IN PERICOLO: GLI UOMINI A VOLTE MOLESTANO E CI SESSUALIZZANO"
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