La cantante risponde agli attacchi sul suo dimagrimento con una riflessione sulla complessità umana
Arisa ha utilizzato la Giornata contro il body shaming per affrontare pubblicamente il tema che l’ha seguita per anni: i giudizi sul suo aspetto fisico. La cantante lucana ha scelto Instagram per pubblicare un messaggio di autodeterminazione, accompagnato dalle foto dei suoi recenti impegni professionali, dal Concertone del Primo Maggio ai David di Donatello.
Il corpo di Arisa è stato ripetutamente sottoposto all’analisi spietata dei social network, dove i commenti hanno spesso assunto toni aggressivi e intrusivi. Questa volta la cantante ha deciso di rispondere con una dichiarazione personale che abbraccia le contraddizioni dell’esistenza umana: «Io sono felice, sono triste, sono sola, sono piena di gente. Sono magra, imperfetta, giovane e vecchia, sono bella e brutta, sono un essere umano».
Nel post, Arisa ha rivendicato il diritto fondamentale di esistere senza dover rispondere ai parametri estetici imposti dal pubblico. «Amate la gente per quello che è perché questo significa amare», scrive, denunciando come sia diventato sempre più difficile vivere costantemente sotto lo sguardo altrui. La cantante aggiunge una richiesta diretta ai suoi osservatori: «L’ho scelto per cantare, allora ascoltatemi e non mi guardate più».
Non è la prima volta che Arisa affronta questo argomento. In passato aveva raccontato di periodi segnati da oscillazioni di peso significative e diete restrittive, conseguenze dirette della pressione esterna. Tuttavia, negli anni ha costruito una posizione ferma sulla questione: in un’intervista precedente aveva spiegato di non comprendere come gli uomini potessero classificare le donne secondo tabelle di gradimento, aggiungendo che il proprio valore non dipende da come ci si conforma alle aspettative altrui.
La cantante ha descritto se stessa attraverso una serie di opposizioni che restituiscono la complessità di una persona reale, lontana dall’idea di perfezione che lo spettacolo spesso richiede. Nel chiudere il messaggio, scrive semplicemente: «Io vi amo e basta».
Arisa non sta chiedendo permesso per esistere, lo sta già facendo. Chi critica il suo corpo sbaglia target: non sta commentando una persona fragile, ma una professionista che da anni continua a cantare e lavorare incurante del giudizio superficiale. Il merito del post non è la vulnerabilità, ma il rifiuto categorico di legittimare chi osserva con cattiveria. Un messaggio di grande forza e positività, al netto della capacità della ragazza di saper giocare con l’immagine, come ha del resto sempre fatto. Ma qui si parla di altro, di qualcosa che va più nel profondo. E non si può che essere d’accordo con lei.
— Showblitz