ARGENTERO E MARINO CONTRO IL SISTEMA GOSSIP: “VOLEVAMO COMUNICARE NOI LA GRAVIDANZA”

di Franco Bagnasco

Luca e Cristina a reti Instagram unificate contro la logica gossipara del “pancino sospetto”. Hanno torto o è una battaglia contro i mulini a vento?

Luca Argentero e Cristina Marino hanno deciso di parlare “a reti unificate”, come si dice quando una coppia famosa vuole che il messaggio arrivi forte e chiaro. E il messaggio, questa volta, non è la gioia della maternità — quella c’è, ed è evidente — ma il fastidio per il modo in cui la notizia è stata sottratta dalle loro mani e consegnata al pubblico prima che potessero farlo loro.

IL POST MANIFESTO SU INSTAGRAM

Il loro post, pubblicato su Instagram, è un piccolo manifesto di autodeterminazione mediatica. E recita così:

«Siamo grati alla vita per questo regalo.

Purtroppo però, siamo profondamente dispiaciuti dal fatto che qualcuno abbia deciso di comunicare una gravidanza prima che potessimo farlo noi.

Prima di parlarne pubblicamente volevamo vivere questo momento con la cura che merita e, soprattutto, scegliere noi se e quando rendere pubblica una notizia così importante della nostra vita.

PAPARAZZI E LA GRAVIDANZA RUBATA

Invece paparazzi e giornalisti hanno deciso che il nostro privato fosse una notizia da dare prima ancora che noi avessimo la possibilità, il tempo e la certezza di poterlo fare.

Anticipiamo i soliti commenti: no, non riteniamo che questo “faccia parte del gioco”. E no, non dobbiamo proprio nulla del nostro percorso professionale agli stessi soggetti che si arrogano il diritto di commentare pubblicamente un “pancino sospetto”.

Speriamo davvero che scegliate di leggere altro in questi ultimi scampoli d’estate.

Con affetto

Luca e Cristina»

IL RIFIUTO DEL "PANCINO SOSPETTO

Il tutto arriva due giorni dopo un altro post, sempre condiviso da entrambi: una foto in bianco e nero, al mare, immersi nell’acqua, di profilo, lei in costume, lui accanto che la abbraccia, con la didascalia «La vita, ancora». Una frase che può voler dire tutto e niente, come spesso accade nel linguaggio criptico delle celebrità. Ma si sa: il gossip non vive di certezze, vive di indizi. E quando una coppia così nota pubblica una foto così simbolica, è come agitare una bandierina rossa davanti a un toro. Il toro, in questo caso, sono i paparazzi.

Che il gossip faccia il suo lavoro è un dato di fatto. Che questo lavoro piaccia ai diretti interessati, invece, è un’altra storia. Argentero e Marino lo dicono chiaramente: non è “parte del gioco”, non è un prezzo da pagare, non è una tassa sulla notorietà. È un’invasione. E il loro post è un modo per riprendersi la narrazione, per dire: questa storia è nostra, decidiamo noi quando raccontarla.

C’è un filo di ironia inevitabile in tutto questo. Perché il gossip, spesso, è un meccanismo che si alimenta proprio dei segnali che le star lanciano — volontariamente o meno. Una foto poetica, una frase evocativa, un profilo di lato: basta poco per accendere la macchina. Ma è altrettanto vero che la maternità, più di qualsiasi altra notizia, appartiene alla sfera più intima. E il diritto di scegliere quando e come comunicarla dovrebbe essere sacrosanto.

La vicenda, al di là del caso specifico, offre uno spunto di riflessione: in un mondo dove tutto è immediato, dove ogni gesto diventa contenuto, dove ogni sospetto diventa notizia, esiste ancora uno spazio per la privacy?

L'AUTODETERMINAZIONE MEDIATICA DELLA COPPIA

E soprattutto: chi decide quando una storia è pronta per essere raccontata?

Argentero e Marino, oggi, hanno provato a rispondere. Nessuno più di chi scrive detesta il gossip. Ma il sistema “pancino sospetto” purtroppo è un prezzo da pagare per le star (e non solo). Ho il timore che questa sia una battaglia contro i mulini a vento.

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