l’AI PER LA GRAFICA VI STA SFUGGENDO DI MANO (E GENERA MOSTRI)

di Franco Bagnasco

Siamo passati dai manifesti delle sagre fatti da «Mio cugggino» a dei pastrocchi dai colori sparati zeppi di tutto, e di niente

Non pensavo di poterlo dire, ma ho nostalgia delle vecchie locandine che vedevo girare su Facebook, fatte dai grafici più sfigati del pianeta che ogni estate sembravano essersi riuniti in Conclave per dare il peggio. Ora fate tutto con l’AI, sono graficamente più razionali e curate ma di fatto tutte drammaticamente uguali, e con colori sparati che neanche su un carro del Gay Pride. Un ammasso disordinato di roba fatto per farci stare dentro di tutto e di più, senza un criterio. Mi spiego meglio. Se tu a Rocca Zeppola organizzi la “Sagra del peperone rosso Valentino”, e su quello spazio teoricamente A4 (ma può diventare anche un manifesto) pretendi di farci stare: tutti gli ospiti dei 6 giorni di sagra, tutte le specialità culinarie collaterali al peperone rosso Valentino (con relative immagini), i numeri di telefono di tre degli organizzatori per le prenotazioni, slogan vari su quanto sia unica la Sagra del peperone rosso Valentino, info sui servizi igienici disponibili, i valori delle trasaminasi tuoi e di tutti i tuoi familiari, la povera AI che cosa fa? Non te lo dice ma ti dà del pirla però ci mette tutto ovviamente, facendo un pastrocchione che alla fine risulta inguardabile. Come e peggio della convention dei grafici sfigati, che già da anni alimenta la pagina Facebook Mio cugggino grafico di Giuseppe Catalano.

Poi guardi bene il manifesto, quel capolavoro di creazione kandinskijano, e che cosa manca? Giuro, mi è capitato più volte: il nome del posto. Sei talmente convinto di essere il centro del mondo che non hai scritto la cosa più importante: ROCCA ZEPPOLA. E il Dio dei grafici sfigati sorride beffardo mentre tu posti il tuo figurone olimpico.

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