Il cantutore emiliano ospite ad Alassio ha stroncato senza mezze misure il festival europeo, esprimendo dubbi anche sul prossimo conduttore e direttore artistico di Sanremo
In piazza ad Alassio, Zucchero ha affidato a un lungo virgolettato il suo giudizio sul nuovo corso sanremese e sul legame con l’Eurovision Song Contest. «Non conosco De Martino come cultore musicale, magari ha qualità nascoste. Eurovision è roba di plastica, spendono milioni per balletti intorno al culo. Che c… me ne frega», ha detto il bluesman emiliano, distinguendo tra la figura del futuro direttore artistico di Sanremo 2027 e la competizione europea. De Martino, che dalla prossima edizione guiderà il Festival come conduttore e direttore artistico, è stato “punzecchiato” più sul piano della legittimazione musicale che su quello personale: Zucchero si limita a registrare di non conoscerlo «come cultore», lasciando aperta la possibilità di «qualità nascoste».
Molto più netto, invece, l’affondo sull’Eurovision. Da anni il vincitore di Sanremo – salvo rinunce o impedimenti tecnici – viene designato dalla Rai come rappresentante dell’Italia al contest organizzato dall’Ebu, trasformando di fatto la vittoria all’Ariston in un pass per la vetrina paneuropea. È questo meccanismo, e il modello di show ad alto tasso di spettacolarizzazione, che il cantautore prende di mira: «una roba di plastica» fatta di scenografie costose e «balletti» che, a suo dire, finiscono per svuotare di senso la musica dal vivo. Un giudizio che si inserisce nel filone di critiche già espresse dall’artista nelle scorse settimane, quando aveva definito l’Eurovision «una partita di ping pong» e «fa cagare in ogni modo», contestando il fatto che il Festival italiano sia agganciato in modo così stretto alla gara continentale.