Il fondatore dei Nomadi festeggia il compleanno a «Vita in Diretta» e ricorda Daolio e Guccini
Beppe Carletti, fondatore e leader dei Nomadi, ha festeggiato i suoi 80 anni negli studi di «Vita in Diretta» su Rai 1, ospite della conduttrice Manuela Moreno. L’occasione ha permesso di ripercorrere oltre sessant’anni di storia della band modenese, nata nel 1963 e considerata il gruppo rock più longevo della musica italiana.
A definire la portata del fenomeno è stato lo stesso Carletti con una battuta secca: «Nel mondo siamo secondi solo ai Rolling Stones. È un secondo posto che mi sta bene». In studio sono stati trasmessi filmati storici dall’archivio Rai, accompagnati dai ricordi del musicista sulla nascita del gruppo e sul sodalizio con Augusto Daolio, cofondatore e voce storica della band, scomparso nel 1992. «Io e Augusto eravamo molto affini, ci siamo incontrati a 16 anni e siamo diventati uomini insieme», ha detto Carletti. «Aveva una voce incredibile e unica e aveva carisma. Non so come abbiam fatto a continuare senza Augusto».
DAOLIO E GUCCINI NEI RICORDI
Spazio anche al ricordo di Francesco Guccini, autore di molti dei brani più celebri del repertorio dei Nomadi. «La sua morte ci ha fatto diventare un po’ più piccoli tutti. È stato un grande poeta del Novecento. Di ricordi con lui ne ho tanti e avevamo una stima incredibile», ha dichiarato Carletti.
Sul rapporto con la scena musicale contemporanea, Carletti non ha nascosto la sua ammirazione per i Maneskin: «Mi piacciono tantissimo, ho gioito quando hanno vinto Sanremo». Quanto al futuro dei Nomadi, il fondatore ha rassicurato il pubblico: «Mi diverto un mondo ad andare sul palco. La musica, per quanto riguarda i Nomadi, suona sempre allo stesso modo».
Sessant’anni di Nomadi, dati alla mano
I Nomadi detengono un primato difficile da contestare nella discografia italiana: oltre 40 album in studio dal 1966 a oggi e una stima di 10 milioni di dischi venduti nel corso della carriera. La morte di Augusto Daolio, il 7 ottobre 1992 a soli 47 anni per un carcinoma polmonare, segnò una crisi esistenziale per il gruppo, che tuttavia non si sciolse mai, a differenza di quanto avvenne ad altre band coeve come i Dik Dik o gli Equipe 84. Francesco Guccini firmò per i Nomadi alcuni dei brani più politicamente impegnati degli anni Settanta, tra cui «Dio è morto» (1967), che la Rai inizialmente rifiutò di mandare in onda ritenendola blasfema e che invece fu trasmessa da Radio Vaticana. I Rolling Stones, a cui Carletti si paragona, sono attivi dal 1962: un anno prima dei Nomadi, ma con una discontinuità — la morte di Brian Jones nel 1969 — che rende il confronto sulla longevità del tutto legittimo.
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