Come anticipa Fanpage, Marco Santin e Giorgio Gherarducci tornerebbero sul palco della notte: con loro, Mago Forest e la squadra del Gialappa Show
Il cantiere di Sanremo 2027 non si ferma. Dopo l’annuncio dei The Jackal alla guida del Prima Festival e le voci su una possibile revisione del tradizionale annuncio dei Big al Tg1 (affidato al palco di Sanremo giovani), la macchina organizzativa guidata da Stefano De Martino avrebbe già in mente chi affidare alla fascia più delicata della maratona televisiva: il DopoFestival.
UN RITORNO CARICO DI SIGNIFICATO
Stando alle indiscrezioni delle ultime ore diffuse da Fanpage, Viale Mazzini starebbe valutando concretamente il ritorno della Gialappa’s Band. Marco Santin e Giorgio Gherarducci — il duo che ha resistito all’uscita progressiva del terzo componente storico, Carlo Taranto — sarebbero i candidati principali per presidiare la notte dell’Ariston. Non si tratterebbe di un semplice ingaggio, ma di un ritorno carico di significato: i Gialappi guidarono già il DopoFestival nel 2016, e tornare a occupare quello spazio significherebbe chiudere un cerchio.
Il gruppo arriva a questo appuntamento in una forma invidiabile. Il successo del «Gialappa Show» su TV8 ha riportato Santin e Gherarducci al centro della scena comica italiana, dimostrando che il loro linguaggio — satirico, surreale, mai banalmente urlato — funziona ancora benissimo anche su un pubblico trasversale. Affidargli il post-festival non sarebbe dunque una scommessa nostalgica, ma una scelta editoriale fondata su numeri e riscontri concreti.
IL GIALAPPA SHOW CONQUISTA TUTTI
L’impostazione del programma, se l’accordo si chiudesse, non ricalcherebbe quella del classico talk show notturno sanremese. L’ipotesi più accreditata prevede che la Gialappa’s porti con sé l’architettura del proprio show: Mago Forest come volto e voce riconoscibile in studio, affiancato da una selezione dei comici che animano regolarmente la loro scuderia.
La linea che emerge dai movimenti dello staff di De Martino è coerente: rinnovare i contenitori festivalieri affidandosi però a macchine da intrattenimento già rodate. I The Jackal prima, la Gialappa’s ora. Nomi che segnalano una rottura con la gestione precedente, ma che portano con sé un capitale di credibilità già costruito altrove. Il Festival del 2027 si sta configurando come un progetto editoriale complessivo, non una semplice successione di serate, e ogni tassello del palinsesto sembra rispondere a una logica precisa.
DopoFestival, scelta rischiosa ma giusta
La Gialappa’s Band al DopoFestival sarebbe una mossa con pochi precedenti recenti nella storia del festival: l’ultima edizione del DopoFestival guidata da una firma comica strutturata risale proprio al loro passaggio del 2016, quando il programma registrò ascolti medi superiori al 20% nella fascia 1:00-2:00. Il «Gialappa Show» su TV8 ha toccato punte di 600.000 spettatori con share sopra il 3% in prima serata — cifre che per un canale digitale terrestre rappresentano un risultato di fascia alta. Va ricordato che il DopoFestival ha vissuto anni di profonda crisi di identità: dal formato ibrido di Nicola Savino nel 2022-2023 ai tentativi di talk tradizionale che non hanno mai convinto fino in fondo. La scelta della comicità dissacrante dei Gialappi, storicamente costruita sul commento radiofonico (dalla mitica telecronaca del Mondiale 1990 in poi), risponde a un’esigenza precisa: alleggerire la notte senza rinunciare alla profondità critica. Il rischio, semmai, è che la formula del Gialappa Show — pensata per blocchi brevi e ritmo veloce — debba essere ridisegnata per reggere la durata dilatata del post-festival, che spesso supera le due ore.
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