Il vincitore di Sanremo Giovani entra tra i big: ridotti a 24, cantano tutte le sere
Il festival di Sanremo 2027 condotto da Stefano De Martino subirà una trasformazione strutturale significativa. Secondo quanto riferisce Dagospia, la sezione delle nuove proposte verrà eliminata dal palco dell’Ariston, mentre il vincitore della competizione parallela Sanremo Giovani, decretato il 18 dicembre, accederà direttamente alla categoria big.
Questa modalità non rappresenta una novità assoluta nel festival ligure: in passato anche Claudio Baglioni e Amadeus hanno adottato questa medesima formula, permettendo al vincitore dei giovani di competere alla pari con gli artisti affermati.
IL VINCITORE DEI GIOVANI SALE TRA I BIG
I big in gara verranno ridimensionati a un numero massimo di 24 artisti, composto da 23 nomi di rilievo più il vincitore di Sanremo Giovani. Una novità importante riguarda la loro presenza costante: tutti i 24 big calcheranno il palco tutte le sere, inclusa la serata dedicata a Eurovision, anticipazione fornita da Dagospia.
VENTIQUATTRO ARTISTI IN SCENA OGNI SERA
Il processo di scelta dei nuovi talenti subirà altrettanti cambiamenti organizzativi. Addio al programma parallelo su Rai2 dedicato esclusivamente a Sanremo Giovani: lo spazio televisivo sarà assorbito dall’access prime time di Rai1, garantendo comunque visibilità al grande pubblico serale.
SANREMO GIOVANI PASSA SU RAI1
Un elemento cruciale emergerà durante la fase di selezione pre-finale, dove cadrà la distinzione tradizionale tra i candidati provenienti da Sanremo Giovani vero e proprio e quelli dell’area Sanremo, creando un bacino unico di giovani talenti in competizione per il posto tra i big.
La riduzione della durata complessiva del festival rappresenta l’obiettivo dichiarato di questa riconfigurazione, sebbene rimanga il tema critico della lunghezza monstre delle serate sanremesi.
Una scelta penalizzante ma saggia televisivamente
La decisione di De Martino comporta probabilmente dei compromessi per i giovani artisti, ma sul piano della gestione televisiva si tratta di una scelta molto intelligente. Eliminare una categoria parallela e ridurre il numero di big rappresenta un taglio strutturale che accorcia sensibilmente i tempi, incontrando le esigenze contemporanee dello spettatore televisivo. Il festival continuerà a terminare a orari improbabili, è vero, ma almeno questa revisione mitiga l’eccesso: una serata in meno, un programma più snello, meno ripetizioni. È una decisione televisiva, pragmatica, e il pubblico medio lo apprezzerà.
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