Al Filming Italy Sardegna Festival presenta il suo libro autobiografico tra musica, pittura e il dolore mai sopito per Ylenia
Romina Power ha partecipato al nono Filming Italy Sardegna Festival per presentare il suo volume autobiografico intitolato «Pensieri profondamente semplici», un lavoro che ripercorre la sua vita tra tragedia personale e realizzazioni artistiche. Nel corso dell’incontro con pubblico e giornalisti, l’artista ha affrontato il suo passato privilegiato—infanzia trascorsa tra Messico e Los Angeles grazie alla madre attrice—e la decisione di trasferirsi stabilmente in Italia all’età di otto anni, scelta che definisce risolutiva per il suo percorso.
LA PUGLIA COME PUNTO DI RIFERIMENTO
La Puglia rappresenta il fulcro della sua esistenza contemporanea. «Ho sposato questo posto», ha dichiarato, spiegando come il ritorno negli Stati Uniti nel 2007 le abbia confermato che non poteva costruire felicità altrove. La sua priorità attuale è la vita in campagna insieme ai figli, lontano dai ritmi frenetici dello spettacolo e dai clamori mediatici. Attualmente, oltre alla musica che condivide ancora con Al Bano—con il quale ha in programma due concerti in Polonia e Austria ad agosto—si dedica alla poesia, alla pittura come sua madre, e alla scrittura, sua prima passione.
L’artista ha categoricamente escluso un ritorno a Sanremo in veste di concorrente. «Non mi è mai piaciuto gareggiare. È troppo stressante», ha precisato. Anche la partecipazione a «Ballando con le stelle» rimane fuori discussione, sebbene Milly Carlucci l’abbia corteggiata ripetutamente. Pur confessando una passione genuina per la danza—specialmente salsa, bachata e tango—Romina Power ritiene che esibirsi sottoposta a valutazione non corrisponda alla sua natura.
QUANDO CI FU QUELLA COMPLICAZIONE GESTAZIONALE
Riguardo al fenomeno «Felicità», il celebre duetto con Al Bano divenuto tormentone globale negli anni Ottanta, l’artista ha rivelato perplessità iniziali: «Non mi è mai piaciuta. La trovavo una canzone di meno spessore e invece è stata una specie di miracolo che ha contagiato gente in tutto il mondo». Attribuisce il successo inaspettato alla sua semplicità strutturale.
Romina Power ha condiviso un episodio critico della sua vita riproduttiva, avvenuto alle Maldive durante una vacanza precedente il Festival di Sanremo. Incinta, affrontò una complicazione gestazionale quando il mare si increspò improvvisamente, procurandole una minaccia d’aborto. Con unico supporto medico un dottore sportivo che le somministrò Buscopan, contattò telefonicamente un’amica ostetrica che raggiunse l’isola in tempi straordinari, salvando la sua figlia minore, pure chiamata Romina.
Il suo volume autobiografico, strutturato come abbecedario, culmina nella lettera Y, riferimento diretto a Ylenia, la figlia scomparsa nel 1994 durante una vacanza in New Orleans. Nonostante tre decenni, Romina Power sostiene fermamente: «Credo sia ancora viva da qualche parte. La sto ancora cercando e aspettando. La accoglierò a braccia aperte». Questo dolore irrisolto attraversa tutta la sua narrazione, configurandosi come il peso più profondo della sua esistenza pubblica e privata.
Tre decenni di attesa e il successo sottovalutato
Tre decenni dopo il 1994, Ylenia Power rimane il caso irrisolto che segna indelebilmente la narrazione di Romina. La scomparsa della figlia in New Orleans durante una vacanza non produsse risultati investigativi conclusivi, mantenendo aperta una ferita che la madre continua pubblicamente a portare. Parallelamente, «Felicità» (1981-1982), il duetto con Al Bano che Romina sottovalutava artisticamente, generò vendite mondiali nel milionario e rimane una delle tracce italiane più riconoscibili globalmente. La strategia comunicativa odierna privilegia la semplicità domestica e creativa rispetto ai riflettori competitivi, marcando una distanza netta dalle esibizioni sottoposte a valutazione esterna.
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