Dalla musica al cinema, riconoscimenti a chi trasforma arte e cultura in strumenti di libertà
Il Roma Pride ha annunciato i vincitori della prima edizione del Premio Roma Pride 2026, riconoscimento dedicato a personalità, opere e percorsi che contribuiscono alla costruzione di una società più libera e inclusiva. La cerimonia si è svolta giovedì 4 giugno alle Terme di Caracalla, condotta da Paola Perego.
La giuria, composta da figure provenienti dal mondo della cultura, dell’informazione, dello spettacolo e dell’attivismo, ha selezionato i premiati in sette categorie principali. Nel settore musicale, Michele Bravi ha vinto il premio per il brano «Genitore 3», affrontando con sensibilità il tema delle famiglie contemporanee e del diritto di essere riconosciuti. Per lo spettacolo, il riconoscimento è andato a Lorenzo Balducci, artista che ha coniugato linguaggio teatrale e impegno civile nella rappresentazione delle identità LGBTQIA+.
I riconoscimenti nelle altre categorie
Nel settore letterario, la «Trilogia Esplicita» di Fumetti Brutti ha conquistato il premio per aver rivoluzionato il racconto dell’identità e dell’autodeterminazione. Il film «Unicorni», diretto da Michela Andreozzi, ha vinto nella categoria Cinema e Serie TV per la capacità di affrontare temi complessi come la famiglia e la libertà con autenticità. Priscilla Drag Queen ha ricevuto il premio Icona Queer quale figura simbolo della cultura drag italiana.
Nei new media, Paolo Camilli è stato riconosciuto per l’utilizzo dei linguaggi digitali nel raccontare la contemporaneità e abbattere stereotipi. Michela Andreozzi ha vinto inoltre il riconoscimento di Ally dell’Anno per l’impegno nella promozione di una cultura inclusiva.
I riconoscimenti speciali
Il Premio Roma Pride alla Carriera è stato assegnato a Porpora Marcasciano, protagonista della storia del movimento LGBTQIA+ italiano e attivista impegnata in battaglie per i diritti civili degli ultimi decenni. Il Premio Speciale è stato conferito a Camilla Ardenzi in memoria di Ornella Vanoni, artista libera e anticonformista. Infine, la Menzione Speciale “La Karl Du Pigné” è andata ad Alessandro Bandini per lo spettacolo «Per Sempre» di Giovanni Testori.
Giuria autorevole, premi trasversali e memoria storica
Il premio rappresenta una novità nel panorama dei riconoscimenti italiani legati ai diritti LGBTQIA+, unendo per la prima volta una vasta gamma di discipline artistiche sotto l’egida del Pride romano. La giuria include personalità di rilievo come Stefano Coletta (dirigente Rai), Serena Bortone e Monica Cirinnà, conferendo autorevolezza istituzionale ai riconoscimenti. L’assegnazione simultanea di premi a Michele Bravi e a una figura storica come Porpora Marcasciano sintetizza la duplice mission del Roma Pride: celebrare la contemporaneità e preservare la memoria del movimento.
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