La criminologa lascia la trasmissione di Rete 4 per dedicarsi ai nuovi ruoli nel servizio pubblico
Roberta Bruzzone ha annunciato l’abbandono di «Quarto Grado» attraverso un messaggio pubblicato sui propri profili social. La criminologa e psicologa forense, volto storico della trasmissione di Rete 4, ha spiegato di voler concentrare le proprie energie sui progetti in fase di sviluppo presso la Rai, dove le viene affidato un ruolo sempre più centrale.
Nell’annuncio, Bruzzone ha sottolineato l’assenza di conflitti con la redazione del programma condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Ha ribadito di mantenere “la massima stima” nei confronti del team che l’ha accompagnata in questi anni, escludendo dunque tensioni interne o divergenze professionali dietro la decisione.
NUOVI PROGETTI NEL SERVIZIO PUBBLICO
La decisione risponde a una strategia professionale più ampia. Bruzzone ha motivato l’addio spiegando che il proprio percorso ha seguito una nuova direzione. I programmi in cui ricopre un ruolo di conduttrice diretta, afferma, le hanno permesso di valutare come prioritario dedicarsi esclusivamente ai progetti di cui è protagonista dentro il servizio pubblico.
STIMA INTATTA CON QUARTO GRADO
La criminologa ha definito la scelta “naturale, doverosa e non più procrastinabile”, segnalando come il proprio impegno presso la Rai richieda una concentrazione sempre maggiore. L’addio a «Quarto Grado» rappresenta dunque un passaggio logico nel consolidamento della sua carriera televisiva presso il broadcaster nazionale, dove negli ultimi anni ha acquisito visibilità crescente anche come volto principale di produzioni originali.
PRIORITÀ ALLA CONDUZIONE RAI
Il messaggio non fornisce dettagli sui tempi dell’uscita definitiva dalla trasmissione di Rete 4, lasciando aperta la possibilità che Bruzzone possa ancora partecipare ad alcuni episodi della nuova stagione prima di concentrarsi esclusivamente sui programmi Rai.
Migrazione verso il servizio pubblico e riposizionamento
Bruzzone è stata a «Quarto Grado» come ospite fisso e figura portante dal consolidamento del format negli anni Duemila, contribuendo a trasformare la trasmissione in uno dei principali contenitori di true crime italiano con ascolti stabilmente oltre il 7-8 per cento di share. La sua migrazione interna verso Rai rappresenta una tendenza più ampia di riposizionamento dei talenti tra reti: negli ultimi tre anni, il servizio pubblico ha investito specificamente in profili con expertise criminologica e forense, cercando di competere con la programmazione di Mediaset nel segmento del crime e dell’investigazione. La scelta di Bruzzone segue una logica di concentrazione su progetti proprietari, strategia che ridefinisce il ruolo delle ospitate fisse nei programmi gestiti da concorrenti.
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