SVELATO IL MISTERO DELLA «SVERGOGNATA» DE CRESCENZO: ANDRA’ SU PRIME VIDEO (BY GROENLANDIA)

Il sito Today.it chiarisce tutto: la ricevuta del catering ha confermato ciò che Netflix aveva già smentito: la docuserie arriva nel 2027

Una fattura del catering. Non un comunicato stampa, non un’indiscrezione di palazzo, non una soffiata da festival: a sciogliere il giallo sulla docuserie dedicata a Rita De Crescenzo è stato un documento contabile emesso e regolarmente pagato da Groenlandia Srl. Il giornalista Gabriele Parpiglia ha reso pubblica la vicenda dopo essere stato contattato direttamente dal titolare del servizio di ristorazione che ha operato sul set.

LA FATTURA CHE HA SVELATO TUTTO

La serie, al momento intitolata provvisoriamente «Rita – Svergognata», è già stata girata ed è attualmente in fase di montaggio. La distribuzione esclusiva spetta a Prime Video, con un lancio previsto tra gennaio e febbraio 2027. Nessun coinvolgimento di Netflix, che aveva già smentito ufficialmente qualsiasi accordo nel momento in cui la notizia era circolata sui social, tra l’indignazione di alcuni e l’ironia di molti.

Dietro al progetto c’è una delle realtà produttive più solide e riconoscibili del panorama audiovisivo italiano. Groenlandia Srl è stata fondata nel 2014 dai registi Matteo Rovere e Sydney Sibilia ed è oggi parte del gruppo internazionale Banijay. Nel suo catalogo figurano titoli che hanno segnato il pubblico delle piattaforme e delle sale: dalla trilogia «Smetto quando voglio» a «Il primo re», da «L’incredibile storia dell’Isola delle Rose» a «Mixed by Erry», ambientato proprio nel contesto napoletano. Sul fronte delle serie streaming, la società ha firmato «La legge di Lidia Poët», «Supersex» e la recentissima «Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883», quest’ultima diventata rapidamente un fenomeno generazionale.

A firmare la regia della docuserie su Rita De Crescenzo sarà Francesco Lettieri, nome centrale della scena audiovisiva napoletana contemporanea, noto per aver diretto i videoclip di Calcutta e per essere l’autore visivo dietro il progetto enigmatico del rapper Liberato. Una scelta che segnala chiaramente come Groenlandia non intenda trattare la tiktoker partenopea — 48 anni, oltre un milione di follower e una capacità di polarizzare l’opinione pubblica che pochi personaggi possono vantare — come semplice materiale da reality, ma come soggetto degno di uno sguardo autoriale.

PRIME VIDEO LANCIA RITA NEL 2027

Di fronte alle richieste di conferma arrivate dai media nelle ultime ore, Groenlandia ha opposto un silenzio totale. Nel settore delle grandi produzioni, una non-risposta di questo tipo equivale in genere a una conferma implicita: le riprese sono concluse, gli accordi sono sigillati e il lavoro di post-produzione è già in corso. La casa di produzione vanta una consolidata storia di collaborazione con Prime Video, il che rende la collocazione editoriale del progetto del tutto coerente con il suo percorso recente.

Rita De Crescenzo, nel frattempo, continua a far parlare di sé anche al di fuori del set: la recente notizia dell’acquisto di una scimmia ha scatenato ulteriori polemiche, con critiche relative alla legalità e al benessere dell’animale. Un contorno mediatico che, volente o nolente, non fa che alimentare l’attesa intorno alla serie. De Crescenzo intanto, sui suoi social, smentisce di aver portato in Italia qualsivoglia animale.

Pynchon, Beckett e il catering

C’è qualcosa di profondamente beckettiano nell’idea che la chiave per svelare uno dei misteri produttivi più chiacchierati dell’estate 2026 fosse nascosta in una fattura del catering. Non nei registri della SIAE, non in un leak di contratto, non in una soffiata dal Festival di Venezia: in un documento fiscale relativo a panini, acqua minerale e probabilmente qualche vassoio di frittura mista consumato tra un ciak e l’altro nei vicoli di Napoli. È come se la verità su «Quarto potere» fosse emersa dalla ricevuta del fioraio che vendette le rose per il funerale di Kane. Groenlandia, nel frattempo, porta avanti una strategia comunicativa che farebbe invidia a Thomas Pynchon: silenzio assoluto, nessuna conferma, nessuna smentita, e un’aura di mistero che — nel caso del progetto su Liberato — aveva funzionato alla perfezione e che ora viene applicata, con olimpica coerenza, a una tiktoker che ha comprato una scimmia. Il risultato è surreale e magnifico: una delle case di produzione più rispettate d’Italia, quella che ha trasformato gli 883 in epica nazionale e Rocco Siffredi in personaggio shakespeariano, ora custodisce con la stessa cura archivistica il racconto di vita di Rita De Crescenzo. Verrebbe da pensare che da qualche parte, in una stanza di montaggio, Francesco Lettieri stia costruendo un parallelismo visivo tra i Quartieri Spagnoli e «Rashōmon». E probabilmente non sarebbe nemmeno la cosa più strana accaduta in questo progetto.

— Showblitz

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