CINEMA • IL PREMIO ALLA CARRIERA E’ IL PRETESTO PIU’ ELEGANTE DI HOLLYWOOD (E NON SOLO)

Venezia mette un Leone alla carriera in mano a George Clooney, e va benissimo. Ma quante volte l’onorificenza e’ solo il modo garbato di dire “scusaci se non ti abbiamo mai premiato sul serio”? Ecco i giganti coperti d’allori senza un vero Oscar da attori.

Questa settimana Venezia ha consegnato il Leone d’oro alla carriera a George Clooney. Lui, per la cronaca, un premio vero ce l’ha eccome: Oscar come miglior attore non protagonista per Syriana. E’ l’eccezione che rende ancora piu’ evidente la regola. Perche’ il premio alla carriera, a Hollywood (e non solo), e’ spesso la scusa piu’ elegante che esista: una pacca d’oro sulle spalle per chi non si e’ mai avuto il coraggio di incoronare davvero. La lista di chi ha ricevuto l’onorificenza-risarcimento e’ un chi e’ chi del cinema mondiale.

PETER O’TOOLE.Otto nomination all’Oscar come attore, zero vittorie: nessuno ha perso piu’ di lui. Quando nel 2003 l’Academy gli offri’ l’Oscar onorario, lui per orgoglio chiese di aspettare, sperando di vincerne ancora uno “sul campo”. Non successe mai. Alla fine lo accetto’, ma il messaggio era chiaro.

CARY GRANT.Il volto stesso dell’eleganza di Hollywood, il divo per definizione: mai un Oscar competitivo in carriera. Arrivo’ quello onorario, nel 1970, quando ormai aveva smesso di recitare.

KIRK DOUGLAS.Tre nomination, nessuna statuetta vinta sul campo in una vita da leggenda. L’onorario nel 1996, a ottant’anni suonati, come a mettere una pietra sopra una dimenticanza durata decenni.

LAUREN BACALL.Icona assoluta, sguardo che ha fatto scuola: nessun Oscar competitivo. Onorario nel 2009.

ANGELA LANSBURY.Tre nomination e mai una vittoria, prima dell’onorario nel 2013. La signora in giallo che l’Academy ha risarcito solo alla fine.

DONALD SUTHERLAND.Mezzo secolo di grande cinema e nemmeno una nomination competitiva in tutta la carriera. Gli diedero l’onorario nel 2017: un premio che suonava piu’ come una scusa collettiva.

SAMUEL L. JACKSON.L’attore i cui film hanno incassato piu’ di chiunque altro nella storia, e una sola misera nomination (Pulp Fiction). Onorario nel 2021, perche’ a un certo punto anche l’imbarazzo pesa.

GLENN CLOSE.La chiusura perfetta, perche’ lei l’onorificenza-consolazione non l’ha ancora avuta: otto nomination, zero vittorie, e nessun premio alla carriera a coprire il buco. E’ la prova vivente che a Hollywood puoi essere una leggenda e restare a mani vuote – in attesa che, un giorno, arrivi anche per lei la scusa piu’ elegante del mondo.

La morale? Il premio alla carriera e’ bellissimo e stra-meritato. Ma e’ anche il modo in cui l’Academy salda un debito che si e’ creata da sola. Clooney, a Venezia, puo’ sorridere sereno: a casa ne ha uno vero. Per tutti gli altri, la statuetta alla carriera e’ l’applauso in piedi che arriva quando la gara e’ ormai finita.

📷 Cary Grant.

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