LÀ IN MEZZO AL MAR CI STAN LE AI CHE FUMANO (OTTIMA IDEA)

Il fondatore di Palantir, Peter Thiel, finanzia Panthalassa, startup che genera energia dalle onde per alimentare i data center dell’IA

Peter Thiel torna a sorprendere con una mossa clamorosa: il miliardario fondatore di Palantir Technologies ha guidato un round di investimento da 140 milioni di dollari in Panthalassa, azienda americana specializzata nella costruzione di piattaforme galleggianti alimentate dal moto ondoso per ospitare server dedicati all’intelligenza artificiale. L’operazione porta la valutazione della startup vicino a un miliardo di dollari, segnando un ulteriore tentativo di risolvere la crisi energetica che minaccia l’espansione globale dell’IA.

La sostenibilità rappresenta il collo di bottiglia più critico del settore. I modelli di intelligenza artificiale consumano quantità enormi di energia giornalmente, e le infrastrutture elettriche tradizionali rischiano di non sopportare il carico dei nuovi data center che proliferano ovunque. Mentre Google e xAI di Elon Musk orientano lo sguardo verso lo spazio, Panthalassa ha identificato una strada alternativa negli oceani, che ricoprono il 70 per cento del pianeta.

L’idea è radicale: strutture d’acciaio lunghe circa 85 metri galleggiano sull’acqua e sfruttano il movimento ondoso per azionare turbine interne generatrici di elettricità. All’interno trovano posto server ermeticamente sigillati, raffreddati naturalmente dall’acqua marina. La startup sviluppa il progetto dal 2021 e ha già prodotto i prototipi Ocean-1 e Ocean-2. Il modello Ocean-3 dovrebbe essere installato nel Pacifico settentrionale entro l’anno in corso, mentre il lancio commerciale è programmato per il 2027.

L’interesse di Thiel per le tecnologie oceaniche non è recente. Nel 2008 il miliardario finanziò con 500 mila dollari il Seasteading Institute, organismo fondato da ex ingegneri della Silicon Valley per sviluppare città galleggianti autonome costruite in acque internazionali, rispondendo al filone di pensiero libertario del “seasteading”. Sebbene quelle ambizioni si siano ridimensionate negli anni, Thiel non ha cessato di scommettere sull’innovazione marina. Il suo Founders Fund aveva già investito in Panthalassa nel 2018; questa volta l’operazione arriva direttamente dal suo patrimonio personale.

Gli esperti evidenziano ostacoli significativi legati alla manutenzione difficile di strutture in ambiente marino ostile, ma il potenziale è enorme qualora tali problemi fossero superati. La traccia di Thiel negli ultimi anni racconta di operazioni sempre più audaci: due miliardi di dollari investiti in una startup neozelandese produttrice di collari intelligenti per bovini gestiti da IA rappresentano il profilo di un investitore disposto ad accettare rischi enormi.

L’energia rappresenta il vero collo di bottiglia dell’IA: i server consumano 15-20 megawatt per impianto medio, moltiplicato per centinaia di nuove strutture globali. Thiel aveva già tentato strade radicali con il Seasteading (2008, 500mila dollari), senza risultati concreti. Questa volta punta su tecnologie rinnovabili marine, settore in cui convergono i maggiori colossi tech: Google ha avviato progetti di raffreddamento oceanico nel 2023. Il rischio è tutt’altro che marginale—la corrosione marina e le tempeste rappresentano fattori di manutenzione mai gestiti industrialmente su larga scala—ma il premio per il vincitore potrebbe ridefinire la geopolitica energetica del decennio.

— Showblitz

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*