di Viviana Viviani
Dopo una breve malattia se n’è andato a Los Angeles uno tra i personaggi più iconici della cinematografia mondiale
Patrick Stewart, il capitano Jean-Luc Picard di Star Trek, è morto mercoledì 28 ottobre nella sua casa di Los Angeles. Aveva 86 anni. L’annuncio è arrivato con un post sui suoi profili social: l’attore se n’è andato accanto alla moglie Sunny, dopo un breve percorso con l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy.
L'ADDIO DOPO L'ALZHEIMER
Stewart era salito sul ponte dell’Enterprise nel 1987 con Star Trek: The Next Generation, rimasta in onda fino al 1994. Ha poi portato Picard al cinema in quattro film, tra il 1994 e il 2002, ed è tornato nei suoi panni nel 2020 con Star Trek: Picard su Paramount+, per tre stagioni. Eppure Gene Roddenberry, il creatore della saga, all’inizio lo aveva scartato: furono gli altri produttori a convincerlo.
Il suo Picard era un comandante diverso dall’eroe d’azione. NPR ha ricordato che Stewart, cresciuto con un padre violento, è diventato famoso interpretando leader gentili e paterni, capaci di tenere unite famiglie di disadattati. Alcune puntate lo mostrano meglio di qualsiasi definizione.
IL CAPITANO CONTRO L'AZIONE
In The Measure of a Man, del 1989, Picard difende in un’udienza l’androide Data, che uno scienziato vuole smontare per studiarlo, e sostiene che è un essere senziente quanto lui. «La Flotta Stellare è stata fondata per cercare nuove forme di vita. Eccola lì», dice indicandolo. Nello stesso anno, in Peak Performance, consola Data dopo una sconfitta a un gioco di strategia: si può non commettere errori e perdere lo stesso, gli spiega, e non è una debolezza, è la vita. Nel doppio episodio Chain of Command, del 1992, il cardassiano Gul Madred lo tortura per costringerlo a dire che le luci puntate su di lui sono cinque. Sono quattro, e Picard non cede.
L’universo di Star Trek lo ha salutato in blocco. William Shatner, il capitano Kirk, ha parlato di una settimana straziante, dopo la morte di Walter Koenig, il Chekov della serie originale, il 25 ottobre. «Sir Patrick Stewart era un amico, un collega e un attore magnifico», ha scritto. George Takei, il Sulu della serie classica, ha ricordato che come Picard Stewart aveva portato l’Enterprise dove non era mai stata prima. Jonathan Frakes, il comandante Riker, ha detto che nessuno su questo pianeta aveva recitato con lui o era stato diretto da lui più spesso di Stewart. Wil Wheaton, Wesley Crusher, ha scritto soltanto: «Buon viaggio, capitano».