Sbarcano a Venezia e sono di nuovo insieme dopo 16 anni. Noel e Liam in un florilegio di curiosità confezionate per voi.
Oggi, sabato 5 settembre, Liam e Noel Gallagher sono a Venezia per la Mostra del Cinema. Non per un concerto, ma per presentare fuori concorso “Oasis: Don’t Look Back in Anger”, il documentario che racconta il ritorno della band e soprattutto la reunion dei due fratelli dopo anni di litigi e separazioni. Il film contiene immagini inedite delle prove del tour del 2025 e una loro intervista insieme, la prima da oltre vent’anni.
Ma dietro gli Oasis che oggi tornano insieme sul red carpet c’è una storia piena di episodi curiosi, coincidenze, record e qualche incredibile stranezza. Eccone dieci.
1. Prima degli Oasis si chiamavano… The Rain
La band non è nata con il nome Oasis. Nel 1991 Liam Gallagher entrò in un gruppo che si chiamava The Rain, formato da Paul “Bonehead” Arthurs, Paul “Guigsy” McGuigan e Tony McCarroll. Fu Liam a proporre di cambiare nome.
La parola “Oasis” sarebbe stata presa da un manifesto degli Inspiral Carpets che Liam aveva visto nella sua camera: tra le date del tour compariva l’Oasis Leisure Centre di Swindon. Non c’era quindi nessun significato misterioso dietro il nome: semplicemente a Liam piaceva come suonava.
2. Noel non era nella band quando gli Oasis fecero i primi concerti
Sembra quasi impossibile pensando agli Oasis di oggi, ma Liam era già il cantante del gruppo quando Noel entrò in scena.
Il primo concerto conosciuto con il nome Oasis risale al 9 agosto 1991 al Boardwalk di Manchester. Noel, che all’epoca lavorava come roadie degli Inspiral Carpets, vide il fratello esibirsi e poco dopo propose di entrare nella band. Ma con una condizione decisiva: sarebbe stato lui a scrivere le canzoni e ad assumere il controllo creativo del gruppo.
3. “Definitely Maybe” fu un debutto da record
Il primo album, Definitely Maybe, uscì nell’agosto 1994 e fu un successo immediato. Secondo la storia ufficiale della band, fu all’epoca l’album di debutto venduto più velocemente nella storia britannica.
Dentro c’erano già brani destinati a diventare classici come Supersonic, Live Forever, Cigarettes & Alcohol e Shakermaker. L’album arrivò a oltre due milioni di copie nel Regno Unito e circa cinque milioni nel mondo.
4. “Wonderwall” non doveva nemmeno chiamarsi così
Uno dei titoli più famosi della storia del rock britannico nasce da un’altra opera. “Wonderwall” prende infatti il nome da Wonderwall Music, l’album del 1968 di George Harrison, colonna sonora del film Wonderwall.
E c’è un’altra curiosità: il titolo iniziale della canzone era “Wishing Stone”. Quanto al significato del testo, nel corso degli anni Noel ha dato spiegazioni diverse, arrivando successivamente a descriverla come la storia di un amico immaginario destinato a salvarti da te stesso.
5. Knebworth fu qualcosa di molto più grande di due concerti
Nel 1996 gli Oasis suonarono per due sere a Knebworth Park, davanti a circa 125.000 persone per sera.
Ma il dato più impressionante riguarda quelli che non riuscirono a entrare: circa 2,5 milioni di persone tentarono di acquistare un biglietto. I due concerti diventarono uno dei simboli assoluti dell’epoca Britpop e del momento di massima popolarità della band.
6. Noel non amava particolarmente fare il chitarrista solista
Noel Gallagher è considerato uno dei chitarristi simbolo degli Oasis, ma lui stesso ha più volte ridimensionato le proprie ambizioni da virtuoso dello strumento.
Quando entrò nella band, la chitarra ritmica era già occupata da Bonehead, e quindi Noel finì per assumere anche il ruolo di chitarrista solista. Ma ha sempre detto di sentirsi soprattutto un autore e un chitarrista ritmico, molto più vicino alla scuola di John Lennon che a quella dei grandi virtuosi della chitarra.
7. “Morning Glory” raccontava il successo, non il sogno di arrivarci
La differenza tra i primi due album degli Oasis è stata spiegata dallo stesso Noel con una frase particolarmente efficace.
Definitely Maybe raccontava il desiderio di scappare dalla vita ordinaria e diventare una rockstar. Il secondo album, (What’s the Story) Morning Glory?, raccontava invece cosa significava esserlo davvero.
È anche uno dei motivi per cui il secondo disco fotografa perfettamente il momento in cui gli Oasis passarono da fenomeno britannico a superstar internazionali.
8. “Cast No Shadow” ha un destinatario preciso
Una delle canzoni meno immediate di Morning Glory?, “Cast No Shadow”, è dedicata a Richard Ashcroft, il cantante dei Verve.
Noel la scrisse pensando all’amico e collega della scena britannica, proprio in un periodo in cui Ashcroft stava attraversando una fase difficile e i Verve si avvicinavano a un’importante svolta nella loro storia.
9. Gli Oasis hanno avuto sette album consecutivi al numero uno
La carriera discografica della band ha una particolarità statistica notevole: tutti e sette gli album in studio degli Oasis sono arrivati al primo posto della classifica britannica.
La sequenza parte da Definitely Maybe nel 1994 e prosegue con Morning Glory?, Be Here Now, Standing on the Shoulder of Giants, Heathen Chemistry, Don’t Believe the Truth e Dig Out Your Soul, pubblicato nel 2008.
10. Dopo 16 anni di separazione sono tornati insieme davanti a milioni di persone
Ed eccoci alla curiosità più incredibile, perché è quella che porta direttamente a Venezia.
Dopo la rottura del 2009, sembrava praticamente impossibile rivedere Liam e Noel Gallagher insieme sul palco. E invece nel 2025 è arrivata la reunion degli Oasis, con un tour mondiale che ha venduto 2,28 milioni di biglietti.
La reunion è ora diventata un film: “Oasis: Don’t Look Back in Anger”, presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. Il documentario mostra anche il dietro le quinte delle prove e racconta il rapporto, tutt’altro che semplice, tra i due fratelli.
E così gli Oasis, dopo aver passato gran parte della loro storia a raccontare di essere destinati a diventare enormi, oggi sono arrivati persino sul red carpet del cinema. Con Liam e Noel, del resto, la cosa più sorprendente non è mai stata chiedersi se sarebbe successo qualcosa. È stata capire quando.