NICOLAS CAGE E IL DISCO SPARITO: NETFLIX RISCHIA 105 MILIONI (IL CINEMA E I FURTI IMPOSSIBILI)

Un hard drive rubato dagli uffici di Los Angeles mette la piattaforma nel mirino di una causa milionaria

Un hard drive scomparso dagli uffici losangelini di Netflix potrebbe trasformarsi in un costo salatissimo per la piattaforma. Lo sceneggiatore e produttore Simon Afram ha avviato un’azione legale contro lo streamer, chiedendo un risarcimento di almeno 105 milioni di dollari per la sparizione di una copia master di «Fortitude», thriller ambientato durante la Seconda guerra mondiale con Nicolas Cage nel ruolo principale e ancora inedito al pubblico.

Il film, diretto da Simon West e costato circa 45 milioni di dollari, racconta una storia reale: un gruppo di agenti dell’intelligence britannica che ostacolano i comandi nazisti attraverso operazioni non convenzionali. La copia del film sarebbe stata consegnata fisicamente negli uffici Netflix il 15 giugno da uno dei produttori, con i file non criptati e con la richiesta esplicita di cancellarli al termine della visione di valutazione.

LA CAUSA DA 105 MILIONI DI DOLLARI

Netflix respinge ogni addebito di responsabilità, sostenendo che il materiale è arrivato privo delle misure di sicurezza standard adottate ordinariamente dall’industria cinematografica. La controparte, al contrario, accusa la piattaforma di non aver custodito adeguatamente il contenuto e di non aver comunicato se sia stata sporta una denuncia formale per il furto. Secondo l’atto di causa, Netflix avrebbe persino negato ai produttori la possibilità di coinvolgere direttamente il dipartimento di polizia di Los Angeles, nonostante questi avessero già presentato una propria denuncia.

L’elemento economico più critico riguarda le conseguenze commerciali: la sparizione del master, e il rischio che il contenuto possa circolare prima di qualsiasi accordo distributivo, potrebbe rendere di fatto impossibile vendere il film ai mercati internazionali, vanificando anni di lavoro e milioni di investimento.

Quando Hollywood perde i suoi film

La vicenda di «Fortitude» non è un caso isolato nella storia dell’audiovisivo: sparizioni, furti e fughe di materiale riservato hanno segnato decenni di industria cinematografica e televisiva, spesso con conseguenze devastanti.

Uno dei precedenti più clamorosi risale al 2014, quando Sony Pictures subì un attacco informatico massiccio che portò alla diffusione in rete di film inediti, tra cui «Annie» e «Still Alice», settimane prima della loro uscita nelle sale. Il danno economico stimato superò i 100 milioni di dollari, e lo studio fu costretto a ritirare temporaneamente dal mercato anche «The Interview», la commedia su Kim Jong-un che aveva scatenato parte delle tensioni.

Nel mondo televisivo, nel 2017 un gruppo di hacker sottrasse a Larson Studios, società di post-produzione che lavorava per Netflix, dieci episodi inediti della quinta stagione di «Orange Is the New Black». Dopo che la piattaforma rifiutò di pagare il riscatto richiesto, gli episodi furono pubblicati integralmente online prima del lancio ufficiale.

Anche il cinema italiano ha conosciuto episodi simili: nel 2012, una copia di «Romanzo di una strage» di Marco Tullio Giordana comparve in rete prima dell’uscita in sala, alimentando polemiche sul sistema di distribuzione delle copie promozionali.

Più indietro nel tempo, nel 1996, una copia di «Trainspotting» di Danny Boyle fu trafugata durante la fase di distribuzione nel Regno Unito, dando vita a un mercato parallelo di VHS pirata che anticipò l’uscita ufficiale in diversi paesi europei.

Ciò che accomuna questi casi — oltre al danno economico immediato — è la vulnerabilità strutturale di un settore che gestisce asset del valore di centinaia di milioni di dollari con procedure di sicurezza fisica spesso inadeguate rispetto agli standard adottati in altri comparti industriali. La transizione al digitale, paradossalmente, ha moltiplicato i punti di accesso al materiale sensibile, sostituendo le vecchie cassette con file trasferibili in pochi secondi e consegnati — come nel caso di «Fortitude» — persino a mano, su un disco rigido non criptato.

— Showblitz

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