Intervistato da Gente, il giornalista svela l’offerta inattesa della tv pubblica e spiega perché ha scelto Rete4 e Canale 5
La prossima settimana Rete4 apre ufficialmente i battenti della nuova stagione televisiva con uno dei debutti più anticipati del palinsesto autunnale: torna in video Milo Infante, alla guida di «Ore 11», il programma che segna il suo ingresso nel gruppo Mediaset dopo anni trascorsi alla Rai.
L'OFFERTA IMBARAZZANTE DI BALLANDO
Nei mesi scorsi il passaggio del giornalista aveva alimentato numerose ricostruzioni, alcune delle quali Infante ha tenuto a smentire pubblicamente, rivendicando la correttezza della propria scelta e delle motivazioni che l’hanno guidata.
In un’intervista al settimanale Gente, Infante ha raccontato un retroscena curioso: prima di lasciare la tv pubblica, la Rai gli aveva avanzato una proposta tutt’altro che giornalistica. «Quest’anno mi avevano tra l’altro chiesto di partecipare a Ballando con le stelle» ha dichiarato, aggiungendo con ironia: «E comunque sono un palo a ballare. Non ballavo manco in discoteca a 16 anni». Un’offerta che non rientrava minimamente nelle sue ambizioni professionali e che ha declinato senza esitazioni.
IL NODO DEL CONTRATTO RAI
Ma il nodo centrale della vicenda riguarda le condizioni economiche del passaggio. Infante ha voluto fare chiarezza sulle voci circolate, stando alle quali avrebbe lasciato la Rai per ragioni esclusivamente di denaro. La realtà, a suo dire, sarebbe opposta: la tv pubblica gli aveva proposto un contratto equiparato a quello di un talent, che avrebbe superato quanto stesse guadagnando in quel momento. Mediaset, invece, gli ha offerto uno stipendio da direttore, «in linea con gli altri. Nessuna trattativa economica, né braccio di ferro al rialzo». Una scelta di progetto, dunque, non di portafoglio. «È comodo avvelenare i pozzi, farmi passare per mercenario» ha commentato con amarezza.
L’accordo con Mediaset prevede per Infante una presenza su due reti distinte. Oltre a «Ore 11» su Rete4, il giornalista condurrà «Verità Nascoste» su Canale 5, in onda alle 16:45. Una doppietta che gli consente di presidiare più fasce orarie e più canali contemporaneamente, una flessibilità che lo stesso Infante riconosce come praticamente impossibile all’interno della struttura Rai. La vera sfida, adesso, è costruire e fidelizzare un pubblico su entrambi i fronti, trascinando gli spettatori da una rete all’altra.
La scommessa mattutina di Mediaset
Il debutto di Infante su Rete4 con «Ore 11» si inserisce in una fascia oraria — quella della mattina — storicamente insidiosa per Mediaset, che negli anni ha alternato talk di attualità e programmi di intrattenimento senza mai trovare un format davvero stabile dopo l’uscita di scena di trasmissioni come «Il Caso» negli anni Duemila. La mossa di affidargli anche «Verità Nascoste» su Canale 5 ricorda la strategia adottata nel 2018 con Barbara d’Urso, che arrivò a condurre tre programmi contemporaneamente su reti diverse del gruppo — esperimento poi ridimensionato nel 2021. Nel contesto attuale, la mattina di Rete4 raccoglie mediamente tra il 3% e il 5% di share, soglia che «Ore 11» dovrà almeno confermare per giustificare l’investimento. Va notato che Infante su Rai2, con «Ore 14», aveva toccato punte superiori al 6% nella stagione 2022-2023, rendendo il suo addio un colpo non indifferente per la tv pubblica. La scelta di Mediaset di puntare su un giornalista con quel profilo — cronaca, casi di cronaca nera, attualità — risponde a una precisa lettura del pubblico over 55 che ancora guida gli ascolti delle reti generaliste in quella fascia.
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