MEETING DI RIMINI 2026 * C’E’ IL PAPA (E MAI COSI’ TANTI TAGLI SULLO SPETTACOLO)

D’accordo, c’è Papa Leone XIV, in fiera quest’oggi, 22 agosto. Ma i nomi dell’enteertainment alla rassegna cattolica quest’anno latitano più che mai

Il Meeting di Rimini 2026 è un’edizione che si porta dietro un titolo pesante: la visita del Papa. Papa Leone XIV arriva in Fiera il 22 agosto, un evento che da solo basterebbe a definire il tono dell’intera settimana. E infatti il programma è costruito come una grande architettura istituzionale: ministri, cardinali, economisti, filosofi, docenti, dirigenti europei, testimonianze civili.

LA VISITA DI PAPA LEONE XIV

Un Meeting solenne, quasi “sinodale”, che punta tutto sulla dimensione spirituale, politica e culturale.

E poi c’è un dato che colpisce più di tutti: il mondo dello spettacolo è praticamente assente.

I quotidiani lo confermano: quest’anno ci sono solo due nomi provenienti dal cinema, dalla TV e dall’intrattenimento. Due. E neppure troppo esposti, per così dire. In un evento che negli ultimi dieci anni ne ha sempre avuti almeno cinque, spesso dieci, talvolta quindici.

Gli unici ospiti di spettacolo del Meeting 2026 sono:

– Paolo Ruffini, presente per un incontro sul rapporto tra comicità, fragilità e inclusione.

– Filippa Lagerbäck, coinvolta in un dialogo su comunicazione, famiglia e media.

UN PROGRAMMA TUTTO ISTITUZIONALE

Stop. Nessun cantante, nessun attore, nessun regista, nessun comico, nessun volto televisivo di richiamo.

Una scelta che, messa accanto alla presenza del Papa, sembra quasi deliberata: quest’anno il Meeting ha deciso di non fare spettacolo.

Per capire quanto sia radicale questo taglio, basta guardare gli ultimi dieci anni.

Dal 2016 al 2025 il Meeting ha ospitato: Massimo Ranieri, Gianna Nannini, Enrico Brignano, Francesco Renga, Sergio Castellitto, Roberto Vecchioni, Neri Marcorè, Giovanni Allevi, Paolo Cevoli, Pupi Avati, Ron, Simone Cristicchi, Giovanni Scifoni, Elisa, Ficarra & Picone, Michele Placido, Samuele Bersani, Luca Zingaretti, Max Pezzali, Gianni Morandi, Marco Paolini, Roberto Bolle, Giorgio Panariello, Francesco Gabbani, Paola Cortellesi, Cristiana Capotondi, Claudio Baglioni, Francesco Pannofino

Ogni anno, almeno quattro o cinque figure di spettacolo.

SOLO DUE NOMI DALLO SPETTACOLO

Nel 2026, invece, solo due. La sensazione è chiara: quest’anno si è voluto risparmiare davvero.

Non solo in termini economici, ma anche di “tono”.

Il Meeting 2026 è un’edizione che punta tutto sulla dimensione spirituale e istituzionale, lasciando fuori quasi completamente la componente pop, musicale, televisiva, cinematografica.

È un Meeting più austero, più alto, più “serio”.

Un Meeting che sembra voler dire: quest’anno non servono show, non servono concerti, non servono volti televisivi. Serve il Papa. E tutto il resto deve stare un passo indietro.

In questo quadro, la presenza di Paolo Ruffini e Filippa Lagerbäck appare quasi simbolica: due figure che portano dialogo, non intrattenimento.

RUFFINI E LAGERBÄCK GLI UNICI PRESENTI

Due presenze che non disturbano la solennità dell’edizione.

Due nomi che confermano una scelta precisa: il Meeting 2026 ha tagliato lo spettacolo come mai prima d’ora.

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