Nuovo appuntamento al Teatro Malibran per il progetto dedicato ai due cantautori, partito da Genova
È ufficialmente partito con due concerti a Genova, il 27 e 28 giugno all’Arena del Mare del Porto Antico, il progetto live «Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime Salve», in cui Fiorella Mannoia ripercorre i brani più celebri di Fabrizio De André e Ivano Fossati. L’artista ha scelto di tributare un’eredità artistica cruciale per la sua carriera, affrontando il repertorio di due tra i più influenti cantautori italiani. Nel cartellone figurano brani indimenticabili come Khorakhanè e Smisurata preghiera, tratti dall’album realizzato dai due maestri nel 1996, insignito della Targa Tenco, insieme a successi già parte del repertorio di Mannoia come La guerra di Piero, Il pescatore e C’è tempo.
VENEZIA OSPITA IL TOUR ESTESO
La tournée prosegue per tutta l’estate nei principali festival italiani, per poi continuare in autunno nei teatri. Al fitto calendario si aggiunge una nuova data il 4 ottobre al Teatro Malibran di Venezia, in occasione del Festival delle Idee. I biglietti saranno disponibili in prevendita dalle 18 su Ticketone e nei circuiti abituali.
Il tour è articolato su una trentina di appuntamenti tra giugno e novembre, toccando stage estivi come il Trento Summer Festival (1° luglio), il Marostica Summer Festival (7 luglio) e il Lake Sound Park di Cernobbio (9 luglio), per poi approdare nei principali teatri dell’autunno, da Milano a Roma, da Bologna a Firenze, fino a Palermo e Napoli.
Trent’anni da un capolavoro INdiscusso
Il progetto trae origine dai trent’anni dall’uscita di «Crêuza de mä», il capolavoro del 1996 firmato da De André e Fossati, venduto in oltre 200mila copie e considerato uno degli album più importanti della discografia italiana. Mannoia ha costruito nel corso dei decenni una interpretazione personale del repertorio deandreiano, già evidenziata in progetti precedenti come «Mannoia canta De André» (2012). Questo tour rappresenta una evoluzione di quella ricerca, estendendo lo sguardo anche all’opera di Fossati, con il quale De André collaborò in una delle partnership creative più significative degli anni novanta.
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