Domenica 11 ottobre, alle 12.55, Edoardo Raspelli torna in tv con una nuova stagione di Green Tour su La7. È già di per sé una notizia: dopo una vita passata a presidiare Retequattro come un guardiano del faro, eccolo di nuovo in pista, con la stessa energia di sempre e, immancabilmente, con una bella ragazza accanto. Questa volta è Sofia Bruscoli, che lo affianca in un viaggio fra territori, tradizioni e sapori. Raspelli cambia rete, ma non cambia stile: racconta l’Italia come se fosse un grande menù degustazione, dove ogni borgo è un antipasto e ogni rione una portata principale.
La prima puntata li porta nei rioni di Roma, fra botteghe storiche, antichi mestieri, arte e gastronomia. Da Villa Borghese a Campo de’ Fiori, passando per Regola e Via Margutta, Raspelli fa quello che gli riesce meglio: osserva, annusa, ascolta, racconta. E naturalmente mangia, perché per lui la gastronomia non è un tema, è un destino. Non manca la tappa da Alfredo alla Scrofa, dove le fettuccine Alfredo sono più famose di molti attori che le hanno mangiate. Raspelli, che ha visto più piatti di pasta che tramonti, ci si muove come un archeologo del gusto.
Una carriera lunga, lunghissima
Classe 1949, milanese, giornalista di razza, Raspelli è uno dei pochi che può dire di aver trasformato la critica gastronomica in un mestiere televisivo stabile. Ha raccontato ristoranti, chef, prodotti, territori, sagre, vini, formaggi, allevamenti, boschi, vallate. Ha fatto tutto, e continua a farlo.
È passato da Melaverde a Green Tour senza perdere un colpo, come quei calciatori che cambiano squadra ma segnano comunque.
E poi c’è il suo marchio di fabbrica: la co‑conduttrice giovane e sorridente. Una costante estetica che ormai è parte integrante del personaggio. Lui racconta la storia, lei illumina la scena. È un equilibrio che funziona, e Raspelli non ha alcuna intenzione di rinunciarci.
Il segreto? Non mollare mai
Raspelli non si ferma perché non saprebbe cosa fare fermandosi.
La gastronomia è la sua biografia, il territorio la sua seconda casa, la tv il suo habitat naturale.
Ogni volta che sembra pronto a rallentare, eccolo che ricompare con un nuovo programma, una nuova rete, una nuova compagna di viaggio, un nuovo borgo da raccontare, un nuovo piatto da descrivere con la precisione di un notaio.
E forse è proprio questo il punto: Edoardo Raspelli è l’ultimo cronista gastronomico che vive la tv come un mestiere artigiano. Non è un influencer, non è un personaggio costruito, non è un testimonial. È un uomo che gira l’Italia, guarda, assaggia, prende appunti, e poi racconta.
Con ironia, con serietà, con quella sua voce un po’ da professore che spiega la vita attraverso un piatto di fettuccine.
E così eccolo ancora lì
A 75 anni suonati, Raspelli continua a fare ciò che ha sempre fatto: raccontare l’Italia, una forchettata alla volta.
Non molla, non vuole mollare, e probabilmente non mollerà mai.
E tutto sommato va bene così: in un mondo che cambia troppo in fretta, avere uno come lui che continua imperterrito a parlare di territorio, tradizioni e gastronomia è quasi rassicurante.